Pint of Science & WeWomEngineers

Pint of Science & WeWomEngineers

 

 

Oggi finalmente…vi parlo della nostra prima avventura divertente, Pint of Science!

Pint of Science cos’è ?

 

 

 

Dal sito www.pintofscience.it

“Nel 2012 Michael Motskin e Praveen Paul erano due ricercatori all’Imperial College di Londra. Diedero vita ad un evento chiamato “Meet the researchers” (Incontra i ricercatori) nel quale alcuni malati di Parkinson, Alzheimer, malattia del motoneurone e sclerosi multipla potevano andare nei loro laboratori a vedere quale tipo di ricerca facessero. L’evento fu molto motivante sia per i visitatori che per i ricercatori.

Pensarono che se le persone vogliono entrare nei laboratori e incontrare i ricercatori, perché non portare i ricercatori fuori ad incontrare le persone? E così nacque Pint of Science. Nel Maggio 2013 si tenne la prima edizione di Pint of Science che ha portato al grande pubblico alcuni dei più rinomati ricercatori a raccontare il loro lavoro innovative agli amanti della scienza e della birra.È stato un successo strepitoso”

 

Perché noi WWEvvini abbiamo deciso di partecipare?

La formula ci è piaciuta tantissimo ed i ragazzi dell’associazione Pint of Science sono davvero ben organizzati!
Il duetto scienza+birra/bevendo la scienza ci ha incuriositi fin da subito.
È stata la nostra Cleide Suppo a lanciare l’idea, una skipe call tutt’insieme per capire quanti e chi fossero interessati.
Primo Step andato —-> dovevamo capire come partecipare e in che modo sfruttare questa grande opportunità.

Tenete presente che per tutti la nostra community è un’attività secondaria, una scelta condivisa, un percorso di Comunicazione nuovo, di conseguenza le nostre prime esperienze possono sembrare all’inizio un po’ complesse da gestire.

In realtà, ognuno ha contribuito in qualcosa ma soprattutto eravamo felici di farlo. Felici di avere la possibilità di parlare di WeWomEngineers, felici di vederci e per qualcuno conoscersi la prima volta, per qualcuno parlare in pubblico la prima volta, per qualcuno preparare il materiale per la prima volta.

Prime volte sì, un allenamento per il futuro. Perché ? vi starete chiedendo

Per aprirci su nuovi sentieri, su sentieri che possano avvicinare competenze, avvicinare professionisti anche molto diversi, che possano insegnarci qualcosa.

Spesso sento parlare di noi ingegneri come individui già “arrivati”, arroganti, saccenti.

Posso garantirvi per la mia non lunghissima esperienza che certi atteggiamenti si possono trovare in qualunque tipo di professionista e non è detto che, chi abbiamo di fronte sia un professionista a tutti gli effetti.

E come sempre, per me i social hanno questo grandissimo doppio potere. Tanto possono dare quanto togliere.

Possono dare tantissimo in termini di informazioni acquisite, di notizie uscite, di temi sui quali discutere, di iniziative alle quali aderire, di persone nuove da conoscere ed incontrare.

Possono togliere in termini di cultura per esempio, perché arriviamo a sostenere discorsi o ragionamenti solo ed esclusivamente grazie al web, arriviamo al punto di non sapere esattamente come individuare un professionista serio, aggiungendo il fatto che, aprendo le porte a chiunque non sai mai esattamente chi puoi trovarti di fronte.

Proprio perché noi di WWE non ci sentiamo arrivate, anzi.. sappiamo di avere tanta strada da percorrere e vogliamo farlo con l’entusiasmo che ci caratterizza, abbiamo colto quest’occasione per imparare e conoscere ancora …

torniamo alla nostra mitica collaborazione…Pint of Science & WWE

Si sono susseguite nelle settimane un paio di call, diversi incontri sia a Torino che a Napoli.

Abbiamo realizzato grazie a Chiara Veronica e Silvia le brochure, grazie a Mayra Pirozzi a Gianna Nigro e Chiara Leone le presentazioni su Prezi e poi?! poi dovevamo preparare la mail ufficiale per spiegare la collaborazione ed invitare sia professori che studenti all’evento, creare l’evento su Facebook e tenere aggiornati i social!

 

Bene, arrivati a questo punto che succede?

Succede che, la sottoscritta, Gianna, Chiara, Cleide, con il supporto di Elisa Marchioro (ideatrice del nostro simbolo), si danno appuntamento per tre sere di fila ( 15-16-17 maggio ) a Torino presso il Birrificio di Torino, mentre Mayra e Giusi si danno appuntamento a Napoli e…sorpresa sorpresa, una ragazza dolcissima, Antonella (nostra follower) si reca a Pint of Science di Milano.

A  Torino inoltre, ci raggiunge Francesca Albano di IngegneriaBiomedica.org per conoscerci di persona 🙂

Posso dirvi che le serate sono state una più divertente dell’altra (tra birre e panini qualche chiletto in più), abbiamo incontrato diversi scienziati, ricercatori, medici. I temi affrontati, molto attuali e ricchi di spunti anche per noi biomedici.
Si è parlato del Parkinson, della differenza a livello cerebrale tra maschi e femmine e di come alcune sostanze possano alterare specifici meccanismi a livello ormonale, si è parlato nella terza serata di epilessia nei giovani, delle cure di oggi e delle prospettive future.

Vorrei riportarvi i pensieri delle ragazze che hanno partecipato agli EVENTI —–>

 

Da Torino gli appuntamenti Beautiful Mind @ Birrificio Torino, via Parma 30, Torino

 

  • 15/05  ore 21,00 Maurizio Zibetti (Dipartimento di Neuroscienze, Città della salute e della scienza di Torino)

          La stimolazione cerebrale profonda nella malattia di Parkinson: la modulazione dei circuiti cerebrali come           terapia

  • 16/05  ore 21,00 Farinetti Alice e Marraudino Marilena (NICO, Orbassano (TO))

        Alla base di tutto…è sempre questione di sesso: 50 sfumature di brain

  • 17/05  ore 21,00 Gionata Strigaro ( Clinica Neurologica di Novara)

        Anche il cervello va in crisi?

 

 


 

 

 

 

 

 

Gianna

“Quando ho chiesto a Cleide di entrare nel gruppo WWE sapevo che aveva tanto da dare e volevo che fosse dei nostri, ma non mi sarei aspettata un entusiasmo propositivo sin da subito.  Ci ha trascinato dentro questa cosa e tutti abbiamo accolto l’idea con grande entusiasmo. La cosa davvero bella è che non hanno lavorato solo le ragazze che dovevano presentare il progetto WWE a Torino e Napoli.

Chiara da Pisa, Silvia da La Spezia, Giulia dalla Svizzera, e Luigi, Mayra, Giusi, Chiara.. tutti carichi per preparare brochure, volantini, presentazione e discorso.

Ho avuto modo di approfondire le doti di ogni partecipante attivo e sono quasi commossa da quanta buona volontà ci abbiano messo tutti, senza chiedere nulla in cambio, solo trasportate dalla passione per la condivisione e la crescita di questo progetto. E poi le serate. Immaginavo che sarebbero state belle, ma la semplicità con la quale venivano affrontati gli argomenti di studio sui quali i ricercatori che li presentavano avranno sicuramente passato nottate della loro vita.. mi   ha affascinato al punto che non volevo perdere neanche una parola dei loro discorsi.. e come me, tutto il pubblico del Birrificio Torino, attento ascoltatore e attivissimo nel porre domande dopo..a dimostrazione che la ricerca non è una realtà lontana e distante dalla vita di tutti i giorni, ma affronta temi che ci riguardano, da vicino o meno, ma sono parte di questo mondo e fare ricerca vuol dire cercare di capire, conoscere, ma anche migliorare. “

Cleide

Per chi di voi c’era, per chi non c’era ed avrebbe volute esserci, per chi ha fatto tanto e per chi ha fatto poco ma è stato determinante…vi ringrazio.
Ringrazio Pint of Science UK per avere avuto questa geniale idea di condivisione..
Ringrazio Pint of Science IT per essersi coordinata ed aver portato in Italia questo fantastico evento..
Ringrazio Pint of Science Torino per aver messo in piedi tre serate dal sapore BioMedicale che mi hanno ricordato quanto la scienza sia straordinaria..
Ringrazio i quattro relatori che hanno reso semplici concetti complessi  li hanno condivisi con noi..
Ringrazio tutte le WWEine che si sono mostrate da subito entusiaste della collaborazione..
Ringrazio ognuno di voi che venendo ha reso vero e vivo tutto questo..
La mia sete di conoscenza non si è placata e non vedo l’ora che arrivi il 2018

Elisa

Chiara o rossa? Per me una pinta di scienza per favore.   Metti una sera con gli amici. Una piacevole terrazza. Birra e panino saporiti e confortanti in un venerdì sera di relax. Due chiacchiere, le gambe molli abbandonate sotto al tavolo e…. la magia ha inizio.

In principio non sai cosa aspettarti, perché la scienza è sempre sulla bocca di tutti ma quella ‘seria’, quella dei laboratori, ecco di quella non è che tutti sappiano parlare come si deve.
Gionata Sì. È un cervello made in Italy che per fortuna nostra non è fuggito. Anzi ha viaggiato per qualcosa di speciale ovvero collaborare con un team inglese per esplorare le sorgenti di un male molto diffuso e silenzioso.  Perché blocca la vita di chi lo vive,  perché genera imbarazzo pur essendo così diffuso. Imbarazzo.  Nel 2017? Ma come?
Ecco che Gionata sfodera la bacchetta magica più potente, altro che le magie di Hogwarts: è la sua incredibile e coinvolgente passione per ciò che fa.
Ed è così che ci sciorina fatti e dati semplici,  quotidiani, comprensibili da toccarli con mano. Ci mostra cos’è davvero l’epilessia in varie sfaccettature,  reali e tangibili.  Come lo sono per chi di noi ha un amico o un parente affetto – 10% è l’incidenza sulla popolazione! – ti viene male nel comprendere che forse conosci qualcuno che soffre per questo ma non lo ha ancora compreso o ha timore di parlarne.
Gionata ha lavorato con strumenti a costo relativamente basso per la ricerca medica e mettendoci ingegno e consapevolezza.  Così ora sappiamo che potrebbe esserci un modo per approfondire la diagnostica dei casi in modo poco invasivo e che la ricerca ha molte sfaccettature. Aggiungo io: che menti motivate e creative possono aiutare anche quando mancano cospicui investimenti (nota difficile e delicata ma esplorata con cura).
Vengo a sapere che molti sono i casi di epilessia giovanile, segnali che si manifestano anche da bambini e che la nostra cultura può scambiare per scarsa attenzione e presenza mentale.
Penso a tutti i ragazzi che possono sentirsi a disagio senza sapere perché e a chi ha che fare con loro ma non comprende cosa sta accadendo e non può aiutarli.
Penso che una serata così bella e leggera e piena al tempo stesso sia una grande fortuna.

Soprattutto nell’era della dis-comunicazione mordi e fuggi, in chat mentre sei già in compagnia, parlando di niente quando c’è già tanto vuoto intorno.
E quando penso che il ‘dolce e caffè’ siano già serviti, arrivano le domande e non quelle timide e scontate. Qui è gara a chi trova la domanda più interessante, perché vinci’ un gadget della serata 🙂 All’inizio forse è gara  ma poi è divertente, è coinvolgente, mette in moto i neuroni in modo piacevole.  Ogni risposta da’ da pensare e stimola altri approfondimenti.
Risultato?
Una bellissima serata e un regalo che ci resta dentro e ci emoziona: conoscere i po’ di più se stessi e gli altri davanti ad una buona pinta di birra.
Cosa chiedere di più ad una serata tra amici?

Francesca

Premetto che birra e scienza sono due dei miei argomenti preferiti! Se poi accompagnati da persone fantastiche, allora ancora meglio. E ho avuto la fortuna e la possibilità di conoscere le WWE, un gruppo cosi positivo e forte che mi ha fatto pensare a quanto sia divertente e importante parlare di scienza!
Faccio parte di ingegneriabiomedica.org, un sito di divulgazione scientifica di ingegneria biomedica, con un target molto diverso da WWE ma che ci accomuna più di quanto possiate credere! A volte sottovalutiamo argomenti che risultano ostici da studiare e leggere, ma che spesso possono aiutare a capire e a trovare una soluzione al problema. Vorrei sottolineare l’importanza di un evento come pint of science, che ha dato (e continuerà a dare) la possibilità di discutere di argomenti come quelli trattati nelle 3 giornate di maggio, quali Parkinson, differenze cerebrali tra uomo e donna ed epilessia, che pensiamo di conoscere un po tutti ma, che molto spesso sottovalutiamo proprio perché non abbiamo abbastanza informazioni! L’importanza di come sia meglio affrontare questi argomenti attorno ad un tavolo, con esperti, curiosi e appassionati. Di come delle semplici domande possano rispondere a dubbi che pensiamo di non avere! Ringrazio Manuela e Gianna che mi hanno fatto conoscere il gruppo WWE e questo bellissimo evento. E ringrazio gli organizzatori di pint of science per il contributo che danno alla divulgazione scientifica! Alla prossima!

Da Napoli l’ appuntamento Our Body @ Museum Shop&Bar, Largo Corpo di Napoli, 3

  • 16/05 – 20.30: Raffaele Vecchione e Francesco Urciuolo (IIT)

          Dal nano al macro: cura e stampa te stesso 

 

 

 

 

 

 

 

Mayra

Scrivo queste poche righe per portarvi la mia testimonianza circa la nostra presenza al Pint of Science 2017 come sponsor dell’evento.

L’evento in sé è una figata pazzesca, un’idea innovativa che ci ha colpito da subito, ci ha portato un entusiasmo grandissimo, per cui subito abbiamo deciso di metterci in contatto con gli organizzatori.

I ragazzi di Pint of Science si sono mostrati in ogni occasione molto gentili e pronti ad ascoltarci ed assecondare nostre eventuali esigenze. È difficile spiegare l’empatia che si sviluppa in queste situazioni, quando persone che fino a due minuti prima erano totali sconosciuti, poi diventano sostenitori del tuo progetto e cominciano a crederci anche loro. Ci è già capitato spesso facendo parte di WeWomEngineers, ormai una grande bio-famiglia, e ci capita ogni volta che la nostra semplicità incontra la passione.

Parlare in maniera semplice di quello che facciamo, di cosa ci occupiamo, credo sia fondamentale. Cominciando a farlo tra di noi, fra amanti della scienza, possiamo anche capire meglio come avvicinarci alla gente comune. Questa idea ci ha accompagnato anche nella fase di messa a punto della nostra presentazione per l’evento.

Ci siamo confrontate molto e alla fine abbiamo deciso di adottare un’unica regola di base: essere noi stesse e parlare agli altri come lo stavamo facendo in quel momento fra di noi. Senza costruzioni, paroloni, frasi fatte, ma solo una guida: il nostro entusiasmo. Lo stesso che ci ha unite anche se a chilometri di distanza, anche se non ci siamo mai viste.

Lo stesso che porta a sentirci ogni giorno, a scambiarci notizie, storie di vita, passioni, annunci di lavoro. O anche solo per una chiacchiera, due risate. Questo perché l’entusiasmo parla una lingua comprensibile a tutti e quando guida le nostre azioni il messaggio che vogliamo trasmettere arriva, ed arriva a chiunque.

È stato bellissimo infatti quando durante la serata al Pint of Science, una signora, una casalinga, che quella sera era scesa di casa per fare una passeggiata col marito, ha deciso di entrare. Si è seduta, ha preso una birra e ha cominciato ad ascoltare…e ascoltava veramente! Tant’è che a fine della presentazione di uno degli speakers ha anche voluto fargli una domanda. Per lei era la prima occasione di poter interagire con un ricercatore e ha voluto sentire proprio da chi sul campo ci lavora, quanto quella terapia fosse vicina al poter essere applicata nella realtà. Credo che parlare nel modo giusto della scienza e della tecnologia possa portare un gran valore aggiunto a quel che facciamo.

Quello che noto è che molto spesso la gente si sente lontana da noi che svolgiamo certe professioni, proprio perché sono convinti che non possano capirci. Siamo abituati alla complessità, talmente tanto che non sappiamo più semplificare. Invece, è bellissimo quando quello che fai, non è più semplicemente un lavoro, ma una parte della tua vita. Quando lo conosci così bene che puoi parlarne in maniera semplice. Sarò pure una visionaria, una sognatrice fuori dalle righe, ma io ci credo veramente che esistano delle connessioni fra le persone, basta semplicemente captarle e laddove non ci fossero…crearle!!!

Giusi

Volendo dare una valutazione a Pint of Science alla “social maniera”, direi assolutamente: Excellent!

Volendo descrivere Pint of Science con una frase: “Scienza e curiosità sociale fanno la loro conoscenza 🤝”.

È noto che in Italia tra il mondo della Ricerca e chi si occupa di altro vi sia una vera e propria frattura.

Questo, a mio parere, non perché le persone non siano interessate alla Scienza ma perché la Scienza ha bisogno di uno strumento di comunicazione che sia in grado di trasmettere a chiunque, con semplicità ed immediatezza, argomenti, spesso, molto complessi.

Pint of Science è stato proprio questo:

una comunicazione diretta, amichevole, allegra ed efficace dalla Scienza ad un pubblico eterogeneo, per formazione ed età,  numeroso ed eccezionalmente curioso. Girarsi intorno, tra l’altro in una cornice assolutamente suggestiva, e notare l’interesse degli spettatori, che sembravano non voler perdere neppure una parola degli interessantissimi lavori di ricerca presentati, è stato davvero emozionante. Rendersi conto, dalle varie domande poste ai ricercatori al termine dei loro discorsi, che ognuno cerca di applicare la propria formazione e forma mentis ad argomenti anche molto lontani, in linea teorica, da queste, mi ha fatto apprezzare ancora di più la ricchezza della multidisciplinarietà e della trasversalità della conoscenza.

Unire persone con formazione diversa su un tema di Scienza non può che accrescere la ricerca in esame e le persone stesse.

Ribadisco: Excellent!

Da Milano l’appuntamento Tech me Out  @ Santeria Paladini 8, Via Privata Ettore Paladini 8, Milano

  • 16/05 – ore 19,30 Guglielmo Lanzani (Politecnico di Milano e IIT-Istituto Italiano di Tecnologia)

           Dalla vita alla vita: il carbonio nella tecnologia 

 

 

Antonella

Chiudete gli occhi. Immaginate una calda serata di Maggio, a Milano, dopo un’intera giornata di lavoro. Seduti dietro un piccolo tavolino di un posto accogliente e dal fascino un po’ retrò, vi trovate a sorseggiare una birra fresca mentre prendete parte ad una lezione tenuta da un fisico.
È esattamente ciò che ho avuto l’opportunità di vivere in una delle serate organizzate in occasione dell’evento di Pint of Science, presso la Santeria Paladini 8. Qui, il professor Guglielmo Lanzani, del Politecnico di Milano, è riuscito con grande professionalità e simpatia ad affrontare il tema dell’utilizzo del carbonio nella tecnologia.
Partendo dalla descrizione del carbonio e di come questo sia alla base della vita (basta pensare alle basi del DNA, alle proteine, ai pigmenti presenti in natura…), raccontando piccoli aneddoti legati all’invenzione della matita e della grafite utilizzata persino per costruire una resistenza e riparare una radio, nella storia del Dirigibile Italia (1928), il professore è poi arrivato al cuore della trattazione entrando nel merito di due grandi sfide, quali la costruzione di un’elettronica biocompatibile e digeribile e di una protesi retinica che sostituisca i fotorecettori. Lanzani ha raccontato, divertito, che quest’ultimo progetto è il risultato di un’idea nata davanti ad una macchinetta del caffè. Si tratta, nello specifico, di un dispositivo subretinico composto da un substrato di seta, un elettrodo polimerico e da uno strato di polimero attivo (Politiofene), completamente biocompatibile e che non necessita di alimentazione.
I risultati promettenti, ottenuti a valle delle sperimentazioni sui ratti affetti da retinite pigmentosa, hanno portato fisici, ingegneri, medici, biologi, chimici, impegnati in una simile ricerca multidisciplinare, a porsi l’obbiettivo di realizzare il primo impianto su uomo, del dispositivo in questione, previsto per il 2018.

ARRIVEDERCI AL 2018!

Con questo post voglio ringraziare tutti i ragazzi che hanno contribuito alla realizzazione di questa Bellissima avventura, in particolar modo Annavera Cuppone ed Enrica Rollo per i disegni fantastici, realizzati in tempi record!

 

 

Ringrazio di cuore coloro che pur non avendo potuto essere presenti hanno contribuito suddividendo la quota di partecipazione con felicità!
Ognuno con il proprio tempo, ognuno con un messaggio da dare agli altri, ognuno impegnato nella vita ma volenteroso nel far funzionare il gruppo.
Oggi il nostro è un gruppo, Si. Possiamo confrontarci, imparare e siamo aperti al confronto con il mondo esterno, con i colleghi ma anche con altri professionisti.
È vero quando dicono che siamo diventati un popolo poco propenso all’accettazione di uno sbaglio, di un errore ed io vorrei non fosse così. Vorrei continuare sulla strada della ricerca di chi ha voglia di mettersi in discussione, di non si mette sul piedistallo per partito preso, di chi crede ancora che costruire il futuro voglia dire continuare a studiare, aggiornarsi e lavorare sodo tutti i giorni!
Forza ragazzi che siete una forza!

Raccontaci la tua storia, abbiamo voglia di sentirla, la tua storia vale, è importante. Raccontaci di te, se hai avuto o hai ancora oggi delle difficoltà.

info@wewomengineers.com

 

 

Vi abbraccio, Manu’

 

Per ulteriori info su Pint of Science info@pintofscience.it 

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Manuela Appendino

Manuela Appendino

Sono Manuela Appendino, un ingegnere biomedico, moglie, mamma! L’idea di avere uno spazio tutto mio sull’ingegneria biomedica mi elettrizza perchè mi piacerebbe non solo divulgare notizie particolari ed interessanti sul mondo biomedicale ma aprire una finestra di ascolto sul mondo che vivo quotidianamente!
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