Stampa 3D contro i tumori rari: un’operazione tutta italiana!

Stampa 3D contro i tumori rari: un’operazione tutta italiana!

Dopo una breve pausa, arriviamo alla quarta puntata della rubrica “3D Printing & Surroundings”. Questa volta vi propongo un’applicazione d’avanguardia della stampa 3D: la cura dei tumori rari. È un argomento a cui tengo molto e un’applicazione in cui credo fortemente, di cui ho il piacere di raccontarvi un’operazione tutta italiana.

 

Cosa sono i tumori rari?

 

I tumori rari sono neoplasie che si manifestano in un numero molto ristretto di persone. Possono svilupparsi in diverse parti dell’organismo e avere caratteristiche molto differenti: la scarsa diffusione è l’unico elemento che accomuna tutti i tumori classificati come rari, che rappresentano una famiglia estremamente eterogenea di patologie.

 

Fonte: http://reggionelweb.it/wp-content/uploads/2016/04/TumoreCancro.jpg

 

Quindi, non è affatto semplice stabilire la prevalenza dei tumori rari, cioè capire quanto siano realmente diffusi, poiché ancora oggi non esiste una definizione univoca sui numeri che caratterizzano questa “rarità”: in altre parole, il problema principale è capire quando un cancro è così poco comune da poter essere chiamato raro. Tuttavia, il numero totale delle persone affette da tumore raro è molto elevato dal momento che esistono decine o forse centinaia di tipi diversi di cancro che possono essere definiti rari, e che possono interessare ogni parte dell’organismo. Giacché possono colpire organi e distretti corporei molto diversi tra di loro ognuno di essi si manifesta con sintomi specifici, impossibili da generalizzare. Quel che è certo è che proprio la rarità della malattia può rendere la diagnosi complicata, e l’associazione tra sintomo e malattia meno immediata anche nelle mani di un medico esperto. Talvolta, questo tipo di tumori sono anche difficili da trattare, come nel caso di cui vi parlerò nel seguito.

 

Tumore raro della base del cranio: cordoma della seconda-terza vertebra cervicale

 

Il cordoma è un raro tumore della famiglia dei sarcomi. Tumori di questo tipo insorgono tipicamente nel sacro e nella base cranica, cioè ai due estremi della colonna vertebrale o a carico di una delle vertebre. I cordomi sono malattie molto rare, con poche decine di nuovi casi all’anno in Italia. Questi costituiscono lo 0.2% dei tumori del sistema nervoso centrale e il 2-4% dei tumori ossei primitivi, con una prevalenza di 0.5 casi di tumore su un milione. L’incidenza è 2 volte in più negli uomini rispetto alle donne e l’età media di comparsa è intorno ai 60 anni. Questo tipo di neoplasie di solito presenta una crescita lenta e progressiva, che va man mano ad erodere l’osso circostante. Data la sede di insorgenza del tumore, nella maggior parte dei casi determina importantissimi deficit neurologici, spesso primo sintomo della neoplasia stessa.

 

Esempio di protesi vertebrale stampata in 3D. (Fonte: http://www.medaarch.com/wp-content/uploads/2014/09/rtr43aam.jpg)

 

Il complicato intervento, il team di esperti di Modena e Bologna e l’aiuto della stampa 3D

 

Grazie ad una protesi stampata in 3D, disegnata e ritagliata su misura del paziente a partire da una TAC pre-operatoria, è stato possibile curare un paziente di 63 anni colpito proprio da un cordoma della seconda-terza vertebra cervicale. La protesi realizzata con polvere di titanio è in grado di agire come un’impalcatura per favorire la rigenerazione ossea. L’intervento ha visto lavorare insieme chirurghi e bioingegneri del Policlinico di Modena e dell’Istituto Rizzoli di Bologna. L’operazione è stata eseguita infatti dall’équipe di Otorinolaringoiatria dell’AOU di Modena, diretta da Livio Presutti, e dal team di Chirurgia vertebrale e oncologica dell’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, diretto da Alessandro Gasbarrini. Insieme ai gruppi di Anestesia e Rianimazione del Policlinico modenese, diretti da Elisabetta Bertellini e Massimo Girardis, e alla squadra infermieristica del Blocco operatorio dello stesso Policlinico.  L’intervento è durato circa 4 ore e dopo circa 24 ore in terapia intensiva post-operatoria, il paziente è stato trasferito in reparto in ottime condizioni generali e senza deficit neurologici. Dopo soli 3 giorni dall’intervento ha ripreso l’alimentazione per vie naturali e dopo 7 giorni è stato dimesso. La prima TAC di controllo ha confermato il corretto posizionamento della protesi e l’assenza di complicanze. I medici affermano di essere riusciti a rimuovere del tutto il tumore e sono fiduciosi riguardo l’aver scongiurato anche il rischio di recidive. La patologia trattata è molto grave e grazie a questo intervento sono certi di aver assicurato al paziente una sopravvivenza e una qualità di vita che non sarebbe stata altrimenti possibile.

Di tale patologia esistono anche forme più aggressive, con metastasi a polmoni, scheletro e fegato, ancora più difficili da operare. Tuttavia, ad oggi, quando possibile la chirurgia rimane il trattamento più efficace contro tumori di questo tipo. Un intervento ben eseguito garantisce le migliori possibilità di sopravvivenza, maggiormente se coadiuvata anche da alcune forme di radioterapia innovativa, con protoni o ioni di carbonio. Trattamenti di questo tipo sono disponibili in pochissimi centri del mondo, fra cui spicca il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) di Pavia. Il paziente trattato al Policlinico di Modena si è rivolto all’Istituto Rizzoli di Bologna dopo aver eseguito già un trattamento chirurgico e radiante con ioni di carbonio, trattamento che non aveva però eliminato del tutto il tumore. Per cui dopo un’accurata rivalutazione radiologica, gli è stato proposto l’intervento chirurgico di resezione completa del cordoma residuo e di ricostruzione del difetto vertebrale proprio con la protesi in titanio realizzata con stampa 3D. Il Rizzoli è stato fra i primi a livello mondiale a impiantare protesi vertebrali. Già nel 2015 infatti erano state impiantate protesi vertebrali toracico-lombari personalizzate di questo tipo, questo ovviamente grazie alla stampa 3D che consente una sostituzione perfetta della perdita ossea. Da oltre 20 anni la stretta collaborazione multidisciplinare fra la Clinica Otorinolaringoiatrica del Policlinico di Modena e l’Istituto Rizzoli di Bologna ha portato alla realizzazione di accessi chirurgici al rachide cervicale in grado, da un lato, di affrontare le patologie molto complesse, dall’altro, di ridurre i rischi e le possibili complicanze. Il distretto cervicale è probabilmente uno dei più complessi dell’intero corpo umano per la grande quantità di strutture vitali al suo interno. L’approccio chirurgico all’ intervento di cui sopra necessitava di un accesso cervicale anteriore per cui si è adottata una tecnica chirurgica combinata per via cervicotomica e con l’utilizzo di endoscopia per il tempo di rimozione del tumore.

La partnership fra il Policlinico di Modena e l’Istituto Ortopedico Rizzoli è una vera eccellenza italiana nella realizzazione di diverse centinaia di interventi ad alta complessità. Gli interventi di questo tipo eseguiti a Modena o a Bologna rappresentano quanto di più avanzato esista al mondo per il trattamento delle lesioni del rachide cervicale e grazie alla stampa 3D lo spettro di patologie trattabili da questi grandi esperti sembra allargarsi ogni giorno di più.

 

Fonti e approfondimenti:

http://www.airc.it/tumori/tumori-rari.asp

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/10/07/news/tumore_cordoma_protesi_stampante_3d-177591692/?refresh_ce

http://www.meteoweb.eu/2017/10/tumori-protesi-3d-in-titanio-contro-una-forma-rara-alleanza-modena-bologna/981463/

http://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2017/10/07/protesi-in-stampa-3d-per-vincere-tumore_1da35f6f-fbac-4bcf-9d65-32a91588f21c.html

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Mayra Pirozzi

Mayra Pirozzi

Sono Mayra, sono di Napoli e sono un Ingegnere Biomedico. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Ingegneria Biomedica a Gennaio 2017, presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho sempre amato la scienza e la tecnologia. Mi piace scoprire, imparare e trovo magnifico poterlo fare per migliorare la vita e la salute delle persone. Per questo, quando ho conosciuto la BioIngegneria, ho deciso che quella doveva essere la mia strada.
2 Comments
  • Manuela Appendino
    Posted at 5:18 pm, novembre 8, 2017

    Bravissima Mayra!

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