TECH&CHILD Incubatrice o canguro ? : Li scelgo entrambi

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TECH&CHILD Incubatrice o canguro ? : Li scelgo entrambi

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“…L’odore della “tua mamma” divenne più vicino e si ritrovò immerso in lei, sommerso da lei. Credette di essere di nuovo in assenza di gravità e tentò un avvicinamento per mettersi in quella posizione fetale a cui era tanto affezionato… Gli metta la mano sulla nuca così avrà la testa sostenuta. Si distenderà subito e tra poco potrebbe anche addormentarsi…Isabelle depose il bambino contro il petto di sua madre. Aiutò Agate a mettere le braccia e le mani in maniera corretta perché Adrien non soffrisse a causa dei tubi dai quali dipendeva e approfittasse al massimo di quel momento di tenerezza…Si rannicchiò nel profumo che esalava da quella carne di cui era fatto…”Mamma” lo riempiva tutto di gioia, di amore, di serenità faceva scaturire in lui uno slancio così potente da fargli dimenticare perfino che ora però la sua esistenza si distingueva da quella di Agate…Sentì sorgere in lui una forza, questa gli permetteva di lottare contro la debolezza, che si manifestava nei minimi recessi del suo organismo…All’improvviso ebbe voglia di vivere. …Agathe uscì di corsa dalla sala di rianimazione dei gravi prematuri e si precipitò verso i bagni per piangere con comodo. Si sentiva sommergere da un’emozione mista di gioia e di tenerezza , velate di tristezza. Stava scoprendo quell’amore dolce e violento, traboccante e sottile che provava per suo figlio. Aveva appena tenuto per la prima volta Adrien contro di sé, per la prima volta lo aveva cullato. Ritrovava il sentimento che aveva provato dopo il parto, quando glielo avevano appoggiato sul ventre per un breve momento. Ma oggi il bambino le si era abbandonato del tutto, con una totale fiducia. Non aveva mai conosciuto una sensazione come quella. Il dono di sé che lui faceva, a lei sola, l’aveva sconvolta fin nel profondo dell’anima. La magica osmosi si era ripetuta e ora che il bambino era visibile e palpabile, la sua realtà era ancor più commovente. Quegli istanti di felicità cancellavano la nostalgia che sentiva per la gravidanza, per il ricordo dei due corpi uniti che vivevano l’uno dell’altra in perfetta armonia, a parte il dispiacere che le proveniva dal non aver portato a termine la gestazione. Stava ritrovando una gioia di vivere scomparsa dopo la nascita di suo figlio”.

“Adrien o la collera dei neonati” di Jean-Pierre Relier

ESSERE MAMMA

Diventare mamma è stata la sensazione più “immensa” che abbia mai potuto provare, ho avuto parecchie difficoltà ma alla fine sono/siamo stati estremamente fortunati.

E’ verissimo quando si dice che una gravidanza ed il parto siano condizioni potenzialmente pericolose perché si possono innescare dei meccanismi inaspettati tali da mettere in pericolo sia la futura mamma che il nascituro. Tutto ciò non per spaventarvi ma semplicemente per enfatizzare quanto ci sia di miracoloso nel vivere e dare alla luce un cucciolo. Oggi sicuramente la tecnologia è in grado di supportare sia i medici che le “pazientimamme” che i piccoli cucciolotti sia durante i nove mesi (gestazione), il travaglio ed il parto vero e proprio.

IL BIMBO NASCE PRIMA DEL TERMINE

Chi sono i neonati nati pretermine ?

Il neonato pretermine viene al mondo prima della 37° settimana completa di gestazione.

Le cause della prematurità non si conoscono del tutto ma si evidenziano alcuni fattori  che possono determinare questa condizione:

FATTORI MATERNI

-mancanza di assistenza prenatale

-razza (le donne di colore presentano una percentuale di parti prematuri doppia rispetto a donne di altre razze)

FATTORI LEGATI AL FETO

-gemellarità ( sfocia in parto prematuro 1 volta su 3)

-patologia malformativa a carico del feto

Nei paesi sviluppati economicamente, sopravvive più del 90% dei neonati con età gestazionale compresa fra 31 e 34 settimane e il 70-75% dei neonati di 27-30 settimane.

La nascita di un neonato pretermine rimane pur sempre una situazione delicata, sia per il coinvolgimento emotivo derivante, sia dal punto di vista delle risorse assistenziali necessarie.

Quali soluzioni esistono per affrontare i primi mesi di vita di un neonato prematuro ?  Possiamo parlare di soluzioni tecnologiche e di pratiche efficaci. Sicuramente il contatto con la mamma ed il papà sono determinanti ma è giusto affidarsi oggi alla tecnologia per garantire le funzioni vitali ed un microclima adeguato al piccolo.

INCUBATRICI SOFISTICATE

Mi ha ispirata una particolare incubatrice, la DRAEGER BABYLEO TN500 INCUWARMER, progettata e creata dalla Draeger, azienda biomedicale tedesca. E’ un sistema completo per la Terapia Intensiva Neonatale, dotato di tre sistemi di regolazione termica del neonato, combinati tra loro, per proteggere i piccoli pazienti nella delicata fase di crescita. Previene le infezioni grazie ad  un sistema di umidificazione sterile a circuito chiuso.

Grazie alla DRAEGER BABYLEO TN500 INCUWARMER i genitori possono stare ancora più vicini ai loro neonati in quanto è possibile una  regolazione in altezza unita ad un’ampia possibilità di apertura. Babyleo segnala la presenza di rumori ambientali eccessivi inoltre i neonati, possono ascoltare la registrazione della voce della loro mamma, del suo battito cardiaco o di una musica a scelta per la musicoterapia grazie a specifiche funzioni.

In generale un’incubatrice deve avere una serie di caratteristiche che possano sostenere  il “minipaziente” ma facilitare sia genitori che operatori sanitari. I materiali devono essere scelti in modo accurato in particolare nella realizzazione delle singole componenti bisogna porre la massima attenzione al fatto che si possano lavare, che non vengano attaccati da agenti disinfettanti o oli in genere, che il montaggio e lo smontaggio avvengano con facilità, che vi sia una rumorosità al di sotto dei 45 db (lieve), che vi sia il massimo isolamento termico e la termoregolazione dell’aria in circolo sia omogenea. Deve inoltre possedere un dispositivo per l’umidificazione del microclima e che sia anch’esso smontabile e sanificabile. La visibilità sia dall’interno che dall’esterno dev’essere ottima per consentire di avere sempre la situazione sotto stretto controllo e monitoraggio e per dare la possibilità ai genitori di poter vedere il proprio piccolino. Queste solo alcune delle specifiche di progettazione, potremmo stare a parlare per parecchie puntate sull’argomento ed io non vedo l’ora! Qui sotto potete vedere due immagini del modello IncuWarmer BabyLeo prese direttamente dal sito, la prima ad illuminazione off, la seconda illuminata.

 

 

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SE LE CONDIZIONI DEL PREMATURO SONO STABILI

Possiamo praticare la Kangaroo Mother Care, sicura ed efficace

 

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From

http://www.ipasvi.it/ecm/rivista-linfermiere/rivista-linfermiere-page-24-articolo-285.htm

“La Kangaroo Mother Care (KMC) è una pratica introdotta nel 1978 da Edgar Rey, presso l’Istituto Materno Infantile di Santa Fe, a Bogotà, Colombia, come alternativa alle cure convenzionali offerte ai neonati prematuri. Inizialmente fu concepita per ovviare alla mancanza di incubatrici e si basava sul contatto pelle a pelle con la madre 24 ore su 24, con alimentazione esclusiva con latte materno. Il neonato veniva posizionato verticalmente sull’addome materno, con il capo tra i seni (in modo da favorire l’allattamento) e ancorato in modo tale da potervi rimanere in sicurezza, giorno e notte. La denominazione di tale pratica prende origine dalle similitudini con la modalità adottata dai marsupiali per prendersi cura dei loro piccoli. Effettuata con queste modalità, la KMC consente al neonato di mantenere una corretta temperatura corporea, mentre la madre rappresenta la principale fonte di cibo e di stimoli, fino a che il bambino non raggiunge un peso e una maturazione tali, da consentirgli una vita extra-uterina, al pari dei bambini nati a termine.

 

Nel tempo la Kangaroo Mother Care KMC si è diffusa in tutto il mondo, in vari contesti, da quelli rurali senza risorse, a quelli più avanzati.

Nei contesti avanzati ad alto tasso di tecnologia, con ampia disponibilità di incubatrici, viene applicata con grosse differenze rispetto al metodo originale. Si riscontrano differenze nella discontinuità del trattamento, che viene praticato ad intermittenza e per poche ore al giorno e la non esclusività dell’allattamento materno. Inoltre, la KMC in questi setting viene intrapresa solo se il neonato è abbastanza stabile dal punto di vista emodinamico e respiratorio.

Rari sono i contesti in cui la KMC viene applicata a neonati in ventilazione meccanica (Conde-Agudelo & Diaz-Rossello, 2014).

La KMC è quindi una pratica salvavita nei Paesi a basso reddito, dove le tecnologie sanitarie scarseggiano, ma non è chiaro se questa pratica sia utile in Paesi ad alto reddito. E’ stata pertanto effettuata un’analisi della letteratura allo scopo di ricercare evidenze sull’efficacia della KMC in un contesto tecnologico, come alternativa alle cure convenzionali in incubatrice.”

 

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DA NOI IN ITALIA CHE SUCCEDE ?

In Italia esistono centri in cui viene applicata la KMC tuttavia emergono ancora problemi legati alla formazione del personale infermieristico sulla tecnica, lo stress molto forte delle mamme, legato ad una insicurezza per non aver portato a termine la gravidanza, la mancanza di spazi adeguati (luci soffuse, silenzio), la presenza di altri bimbi in famiglia che quindi necessitano delle cure della mamma, il tempo disponibile per rilassarsi completamente in una condizione ottimale per apportare il massimo beneficio al piccolo.


Questo articolo nasce in realtà un po’ per caso, mi sono imbattuta in un cartello all’Ospedale Cardinal Massaja di Asti, che parlava della Giornata Mondiale delle Ostetriche il 5 maggio, e proprio in questa data ci sarà un evento! Una giornata intera dedicata al confronto tra ostetriche, mamme e famiglie. Qui il programma ! #ostetricheperledonneorapiuchemai #OstetricaInFamiglia. 

Mi sono chiesta molte volte quanto fosse difficile far nascere dei bambini, quanto sia determinante la presenza di un’ostetrica. Ho scoperto man mano come la tecnologia si sia evoluta per supportare i nati pretermine ma come sia altrettanto e aggiungo “sempre” fondamentale l’apporto umano. Il contatto pelle a pelle è qualcosa di unico, che va ben oltre la tecnologia, è il riconoscimento di due essere viventi, uno che ha già iniziato un cammino e l’altro che si accinge a farlo, è il prolungamento della vita che si attiva con la madre e si prolunga con il figlio ma non solo, il “pelle a pelle” stile marsupiale, può essere fatto dal papà che, esattamente come la mamma, ha la possibilità di portare il suo amore al proprio cucciolo.

 

Che ci sia la tecnologia ben venga, ma parlate e vivete col cuore quando potete 🙂

Alla prossima puntata di approfondimento 🙂

Manuela from TECH&CHILD

 

In questi due video la differenza tra un prematuro monitorato costantemente ed uno in condizioni stabili che non necessita di tecnologie avanzate, la differenza (inoltre e purtroppo) emerge tra paesi sviluppati e paesi sottosviluppati

 

 

Immagini incubatrice : Sito Drager https://www.draeger.com/en_uk/Hospital/Products/Thermoregulation-and-Jaundice-Management/Neonatal-Closed-Care/Draeger-Babyleo-TN500

Immagine Kangaroo : Sito Settemuse http://www.settemuse.it/sfondi_animali/mammiferi/canguri/canguri_002.jpg

Immagine Donna Africana :Sito Unicef pubblicato su Focus http://www.focus.it/site_stored/imgs/0005/039/32498877454_4c9209f7a3_z.jpg

Per le info si ringrazia Draeger, Unicef, IPASVI

 

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Manuela Appendino

Sono Manuela Appendino, un ingegnere biomedico, moglie, mamma! L’idea di avere uno spazio tutto mio sull’ingegneria biomedica mi elettrizza perchè mi piacerebbe non solo divulgare notizie particolari ed interessanti sul mondo biomedicale ma aprire una finestra di ascolto sul mondo che vivo quotidianamente!