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Chi contribuisce a rendere più grande il progetto

Manuela Appendino

Esperienza: per 4 anni ha svolto attività di Support Specialist presso il Laboratorio di Elettrofisiologia dell’Ospedale Cardinal Massaja di Asti, successivamente, per 2 anni, si è occupata di ricerca e sviluppo presso la MTM-TECH sr. di Torino, portando a termine il progetto MoSCA, relativo al monitoraggio di pazienti affetti da scompenso cardiaco cronico e successivamente con il ProgettoSmartowear, in collaborazione con il CSP di Torino e il Politecnico di Torino, per la realizzazione di una fascia indossabile per il monitoraggio a distanza dello stato di salute di pazienti affetti da scompenso cardiaco.

Passioni: fondatrice di WeWomEngineers insieme all’Ing. Gianna Nigro e co-fondatrice del Cigno Nero, Comitato Promotore per l’Ingegneria Biomedica.

In breve: Sono un ingegnere biomedico laureata al Politecnico di Torino e da circa sette anni mi occupo di cardiologia! L’esperienza iniziata in sala operatoria fornendo supporto tecnico all’equipe medica è proseguita in ricerca e sviluppo in una start-up torinese occupandomi di un progetto finanziato dal programma Horizon2020 e dedicando l’attenzione a soluzioni indossabili e smart per il monitoraggio dello stato di salute dei pazienti affetti da scompenso cardiaco cronico. Il Progetto Smartowear ha permesso di affinare competenze gestionali e progettuali rendendo la mia figura più completa e versatile. Mi definisco una passionale project clinical engineer e le mie competenze si rivolgono maggiormente all’elettrofisiologia e all’ecocardiografia.

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Gianna Nigro

Esperienza: laureata in Ingegneria Biomedica nel Luglio 2014, ho lavorato per circa un anno (periodo breve, ma molto intenso)  presso una start up del settore biomedicale, come coordinatrice di un progetto di ricerca volto al monitoraggio remoto di pazienti affetti da scompenso cardiaco mediante misurazioni non invasive in bioimpedenza, in collaborazione con Politecnico di Torino e CSP Piemonte. Dopo una parentesi come System Integration Tester presso un’azienda di consulenza informatica, attualmente lavoro come Module Test Engineer presso un’azienda che si occupa di automazione per analisi cliniche.

Passioni: amo la musica. Ascoltarla, cantarla e viverla. Vedo musica ovunque: nell’incessante, involontario e tante volte incostante battito del cuore, nel camminare frettoloso della gente la mattina presto, nell’acqua che scroscia mentre lavo i piatti, nelle voci che si confondono tutto attorno, quando sono immersa  fra altre persone. Mi piace incrociare la mia vita con queste persone, condividere ciò che penso della vita, l’universo e tutto quanto, dialogare dei massimi sistemi  come della cena del giorno prima, ascoltare cosa gli altri hanno da dire al riguardo, cosa hanno da ridire, dire la mia. E giocare a combinare il tutto per vedere cosa ne viene fuori.

In breve: al termine di un percorso condiviso assieme alla mia amica, collega e maestra, l’Ing. Manuela Appendino, mi sono trovata a dare vita, assieme a lei, a questo progetto – WeWomEngineers – che ha il non poco ambizioso obiettivo di farsi portavoce e centro di raccolta di idee, esperienze, conoscenze  condivise e perchè no incubatore di amicizie, legami e collaborazioni lavorative fra donne, ingegneri e professionisti del settore clinico-sanitario. Ed eccomi qui!

Elena Fortini

Esperienza: Sono una studentessa al corso di laurea magistrale in Ingegneria Biomedica all’università “La Sapienza” di Roma.
Ho avuto il piacere di conoscere Manuela (grazie al Comitato Promotore per l’Ingegneria Biomedica “Cigno Nero”) la quale, mi ha molto motivata e spinta ad intraprendere anche quest’altra avventura e ritrovarmi in questo luogo d’incontro virtuale, in questa community femminile!
Le mie esperienze quotidiane mi hanno portata a pormi continuamente domande e cercare sempre in quello che mi circonda qualcosa di interessante. Mi sono sempre nutrita della curiosità, e mi sono molto ritrovata nella famosa frase che Steve Jobs ripeté ai laureandi di Stanford  “Stay Hungry.. Stay Foolish”.

Passioni: amo leggere e negli anni è diventato un appuntamento piacevole che scandisce le mie giornate e grazie ad internet posso approfondire qualsiasi argomento mi interessi. Sono stata sempre una sportiva, ho iniziato con il mondo dell’acqua ed il nuoto è stato un amore al primo tuffo; poi sono passata a quello sulle punte con la danza classica ma il richiamo per l’acqua è stato più forte anche se ultimamente ho “nuotato” più tra i libri di studio che nell’acqua!

In breve: Ora intraprendo questo percorso con grande entusiasmo con la prerogativa di essere stimolo per i giovani e soprattutto le donne, che come me “senza esperienze lavorative”, credono e sentono forte il desiderio di realizzarsi nel mondo dell’ingegneria.

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Raffaella Cafaro

Esperienza: sono nata a San Giovanni Rotondo (FG) il 10/10/1989, ho frequentato il Politecnico di Torino dove mi sono laureata in Ingegneria Biomedica a marzo 2015, con una tesi sulla realizzazione di stent cardiovascolari bioriassorbili, all’interno del progetto europeo “Rebiostent”. Ho svolto, per circa un anno, attività di ricerca in ambito Health Technology e gestione delle tecnologie biomediche presso la Regione Piemonte a Torino. Attualmente vivo e lavoro a Milano come Test Engineer  presso un’azienda di consulenza.

Passioni: in primis, ovviamente, l’Ingegneria Biomedica!! “Biomedicalmente” parlando sono attratta soprattutto dal mondo Nanotech, connesso ad attività di laboratorio per ingegneria tissutale e medicina rigenerativa. L’investigazione di fenomeni alla nanoscala e un approccio di tipo bottom-up hanno aperto le porte a nuove frontiere della biomedica in grado di mimare al dettaglio le funzioni biologiche umane. E quanto ancora ci sarà da scoprire! Citando il fisico Feynman “C’è un sacco di spazio là sotto…” (1959) Nel tempo libero mi occupo di pittura, prevalentemente ritrattistica e ad olio. Ascolto musica prevalentemente rock e blues e colleziono vinili (su questo fronte prediligo ancora l’analogico!).

In breve: mi rendo conto che spesso molta gente non ha un’idea ben precisa di cos’è l’ingegneria biomedica e del perche’ occuparsene… Vorrei diffondere le storie di persone che, in modo o nell’altro, hanno incrociato nella propria vita questa fantastica disciplina e continuano a darle il proprio apporto scientifico! Spero di riuscire a farlo nel modo giusto…!!

Chiara Leone

Esperienza: mi presento. Sono Chiara Leone, ho 28 anni e sono laureata in ingegneria biomedica. La mia esperienza nel campo biomedicale inizia dopo la laurea, conseguita nel marzo 2014. Ho l’opportunità di lavorare per un progetto di ricerca, finanziato dal MIUR,  in collaborazione con il Politecnico di Torino e un’azienda di Chivasso, per la progettazione e lo sviluppo di un sistema tecnologico per la gestione delle unità ematiche. Ho svolto attività di ricerca, di definizione dei requisiti delle componenti hardware e software, per la tracciabilità delle sacche di sangue durante l’intero ciclo di vita.  Attualmente lavoro presso un’azienda di consulenza informatica e svolgo principalmente attività di project management.

Passioni: amo viaggiare, confrontarmi con il “diverso” per imparare dall’altro e allo stesso tempo insegnare, per interrogarmi e allo stesso tempo porre quesiti, per ascoltare una possibile soluzione e allo stesso tempo proporre soluzioni. Apprezzo il buon vino e amo il buon cibo. Sono nata “dove c’è sempre il sole” e dove i campi sono colmi di ulivi e dove l’aria sa di mare. Amo il mare e mi piace da morire nuotare. Ammiro le donne, quelle forti, quelle che leggi nei libri e che ti mettono KO.

In breve: sono un ingegnere biomedico e mi ha sempre attratto il pensiero di mettere insieme due elementi-la matematica e la biologia-. Mi reputo una persona curiosa e l’idea di curare una rubrica, in un blog al femminile, dove il fattor comune è la tecnologia e la passione per la bioingegneria rappresenta per me un’idea e un’opportunità che non potevo rifiutare!

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Silvia Manca

Esperienza:

Mi sono laureata in Ingegneria Biomedica presso l’Università di Pisa nel Luglio 2015, discutendo una tesi, svolta nell’ambito di una collaborazione tra la Scuola Superiore Sant’Anna e l’Università di Pechino, che aveva l’obiettivo di sviluppare una strategia di controllo per un esoscheletro di bacino. Dopo la laurea ho svolto attività di ricerca, presso la Scuola Superiore Sant’Anna, nel campo della robotica indossabile per l’assistenza e la riabilitazione motoria degli arti inferiori. Attualmente sto muovendo i primi passi al di fuori dell’ambiente accademico.

Passioni:

Mi piace leggere libri di fantascienza e che trattino di tematiche legate al mondo della donna. Mi appassionano l’archeologia e le storie della mitologia popolare. Nel tempo libero adoro passeggiare.

In breve:

Ho deciso di prendere parte al progetto Wewomengineers perché credo sia necessario creare un punto di ritrovo, di aggregazione, di scambio di idee ed esperienze con i miei colleghi Ingegneri Biomedici e chiarire, facendo informazione, quali sono le capacità del nostro profilo professionale.

Veronica Chiara Zuccalà

Esperienza:  mi sono laureata in Ingegneria Biomedica presso l’Università di Pisa a Dicembre 2014 svolgendo una tesi in collaborazione tra la Scuola Superiore Sant’Anna (Pisa) e University of Strathclyde (Glasgow, Scozia).  Durante la tesi mi sono occupata della progettazione (hardware e software) di un set-up sperimentale rivolto ai bambini affetti da disturbi dello spettro autistico. Successivamente mi sono imbattuta nel mondo del lavoro e ho lavorato come tecnico commerciale per il mercato dei software applicativi per aziende e studi professionali. Durante questa esperienza mi sono, letteralmente, persa…ho così abbandonato perché vedevo allontanarsi il mondo dell’ingegneria biomedica e, dopo una pausa, ho iniziato a lavorare all’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa come assegnista di ricerca in ambito (finalmente) biomedicale.

Passioni: mi piace molto cucinare dolci e ancor di più mangiarli! Da qualche anno mi sono avvicinata alle questioni dei diritti degli animali e mi impegno a difenderli. Amo viaggiare per conoscere culture diverse e perdermi nei paesaggi mozzafiato ma porto sempre con me un pezzo della mia terra d’origine, il Salento.

In breve: sono un ingegnere biomedico che, forse, ha trovato la sua strada nel mondo della ricerca. Ho intrapreso il progetto WeWomEngineers per poter partecipare alla realizzazione di un “posto” dove i giovani ingegneri biomedici possano confrontarsi e trovare supporto durante il percorso di studi e lavorativo.

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Giulia Cerino

Esperienza: mi sono laureata in ingegneria biomedica al Politecnico di Torino nell’ottobre del 2010, dopo una parentesi francese per il progetto Erasmus! Non contenta, ho iniziato il dottorato di ricerca sempre al Politecnico e sono diventata PhD a febbraio 2014. Sei giorni dopo sono diventata un cosiddetto “cervello in fuga”. Per quasi quattro anni ho lavorato come ricercatrice presso l’ospedale universitario di Basilea in Svizzera dove grazie alla collaborazione con clinici, ingegneri e biologi ho sviluppato progetti interdisciplinari di cardiac tissue engineering. Adesso invece mi occupo di scientific medical communication per una ditta svizzera che sviluppa biomateriali per la medicina rigenerativa.

Passioni: sport, in generale, con una spiccata predilezione per la pallacanestro! Viaggiare, cucinare, ed una recente passione per questa nuova forma di disegno “Zentangle Design: an easy to learn, fun and relaxing way to create beautiful images by drawing structured patterns” e per l’Art Therapy, i libri da colorare per adulti!! Ed infine un amore smisurato e una nostalgia pazzesca di Torino!!

In breve: sono venuta a conoscenza dell’entusiasmante progetto di WWE attraverso un post su LinkedIn e poi una chiacchierata più approfondita con Gianna mi ha convinta a salire a bordo di questa avventura. Perché? Perché contribuisce a far capire meglio chi, come e cosa fa un ingegnere biomedico!

Luca Radice

Esperienza: Laureato in Ingegneria Elettronica indirizzo Bioingegneria. 25+ anni di esperienza nell’industria dei dispositivi medici. Ho avuto la fortuna di iniziare come dipendente in qualità di ricercatore in un’azienda italiana e poter crescere di ruolo fino a diventare responsabile del dipartimento di progettazione software prima di cambiare azienda dove ho avuto la possibilità di crescere ulteriormente gestendo tutto il ciclo produttivo di dispositivi impiantabili, dall’ideazione al follow-up post impianto. Questo nella prima metà della mia carriera professionale. Poi è maturata la scelta di mettermi in proprio come consulente.

Passioni: Il teatro. Studiare. La musica. Studiare. La tecnologia. Studiare…difficile vedermi senza qualcosa da leggere, che sia su carta o in formato elettronico. Però la musica e il teatro mi hanno coinvolto tanto da arrivare a sposare una coreografa. Solo lei poteva spingermi a scrivere la sceneggiatura di un suo lavoro teatrale. E ancora oggi qualcuno mi cerca per fare il fonico. In teatro ho imparato a dirigere lavori tecnici con tempi e budget veramente ridotti all’osso e ho conosciuto persone splendide e mostri terribili! Li ti rendi conto che se non ti circondi delle persone giuste tutto diventa impossibile.

In breve:

Ebbene sì, mi piace l’ingegneria biomedica, il mio lavoro, l’allegro convivio e le persone che operano con onestà intellettuale. “50 sfumature di gricia” è una frase detta da chi mi ha convinto a sostenere le WWE girls e che diventerà mitica. Anche gli ingegneri possono fare simpaticamente delle cose belle e utili. È con questo spirito che ho fondato il gruppo Ingegneri della Salute e ho iniziato a collaborare con Edgardo Maria Iozia ideatore del Cigno Nero e con Manuela Appendino ideatrice del WWE. Noi ingegneri potremmo addirittura imparare a farci conoscere dalla comunità.

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Mayra Pirozzi

Esperienza: Sono Mayra, sono di Napoli e sono un Ingegnere Biomedico. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Ingegneria Biomedica a Gennaio 2017, presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Da Aprile dello stesso anno sono assegnista di ricerca presso il CNR-IBB di Napoli e da Gennaio 2018 Ph.D. Student in Information Technology and Electrical Engineering. Ho sempre amato la scienza e la tecnologia. Mi piace scoprire, imparare e trovo magnifico poterlo fare per migliorare la vita e la salute delle persone. Per questo, quando ho conosciuto la BioIngegneria, ho deciso che quella doveva essere la mia strada. Per mia personale attitudine, mi colloco fra quelli che vogliono ricercare e sviluppare in questo campo, per scoprire, per conoscere e far conoscere. In particolare, adoro la diagnostica e tutto quello che le gira intorno. Dalla strumentazione in sé, all’elaborazione e analisi dei risultati.

Passioni: La mia prima passione è lo studio, a cui mi sono sempre dedicata con forte convinzione e curiosità. Penso che poter imparare è un dono e va accolto con entusiasmo. Per lo stesso motivo, amo leggere e viaggiare per arricchirmi e aprire la mente ad orizzonti sempre diversi. Inoltre, mi piace fare foto, specialmente ai paesaggi, per scorgerne i dettagli più belli e nascosti, e alle persone, quando non se ne accorgono, così sono più vere, più spontanee. Amo la musica e qualche volta canto per divertirmi. Adoro il mare e nuotare: mi rilassa e mi fa stare bene.

In breve: Perché mi sento vicina a WeWomEngineers? Ho sempre creduto fermamente nelle mie scelte, ho faticato (e fatico) per cercare di portarle avanti. Nonostante io sia abbastanza giovane (ed inesperta) ho avuto però modo di scontrarmi con gli ostacoli che ognuno trova sulla sua via, provando a superarli sempre con le mie sole forze. Li ho superati? A volte sì, a volte no, altre volte ho provato ad aggirarli, ma in ogni momento ho sentito l’esigenza di essere leale verso me stessa e verso gli altri. La stessa forza e la stessa lealtà le ritrovo nel progetto WWE. Un progetto giovane, positivo e innovativo; un’avventura condivisa che permetterà a noi Ingegneri Biomedici, Donne (e non solo), di raccontare a chiunque abbia voglia di capire che cos’è veramente l’ingegneria biomedica e chi sono e cosa fanno gli ingegneri biomedici.

Antonella Grieco

Esperienza: Mi sono avvicinata al mondo dell’Ingegneria Biomedica spinta da una forte curiosità e me ne sono letteralmente innamorata. Studiare ingegneria non è stato per nulla semplice ma, se tornassi indietro, lo rifarei altre mille volte.

Durante il mio percorso di studi ho avuto la possibilità di confrontarmi con diversi professionisti e con tante realtà, ognuna delle quali ha lasciato un segno importante nella mia formazione. Ne sono un esempio i miei due lavori di tesi, triennale e magistrale. Il primo, infatti, ha una connessione non troppo lontana con l’ingegneria biomedica, trattandosi di ingegneria dell’informazione; ho approfondito, infatti, una parte del corso di Comunicazioni Ottiche dell’Università Politecnica delle Marche in merito a codici convoluzionali, ovvero codici per la correzione d’errore, utilizzati in numerose applicazioni allo scopo di ottenere un trasferimento di dati affidabile.

A valle del percorso magistrale, invece, ho voluto avvicinarmi alla realtà aziendale biomedicale, realizzando un lavoro di tesi in collaborazione con il Campus Bio-Medico di Roma, l’azienda Item Oxygen di Altamura (BA) e l’ambulatorio di cardiologia dell’Ospedale di Ceglie Messapica (BR). Il frutto di tale collaborazione ha portato all’elaborazione di un nuovo modello diagnostico ed informatizzato (accessibile attraverso una semplice pagina web) per il riconoscimento e la classificazione della disfunzione diastolica ventricolare sinistra.

Attualmente sono assunta come stagista presso una società di consulenza e mi occupo di telecomunicazioni.

Passioni: fin da piccola ho sempre coltivato la passione della lettura. Trovo straordinario il fatto di poter immergermi in realtà differenti, vivere mille vite, sognare ad occhi aperti ed imparare qualcosa in più da ogni storia.

Amo, inoltre, viaggiare e confrontarmi con culture diverse. Adoro cucinare, sperimentare nuovi piatti e condividerli con amici, il tutto accompagnato da un immancabile bicchiere di birra, rigorosamente ambrata!

In breve: Sono una neolaureata in Ingegneria Biomedica che non rinuncia al sogno di poter esercitare, un giorno, questa incredibile professione.

Con WWE, e gli articoli pubblicati, mi è sempre sembrato di non perdere mai quel “cordone ombelicale” che mi lega forte alla mia passione. Grazie all’entusiasmo coinvolgente di Manuela, ho avuto l’opportunità di far parte di tale gruppo e sfrutterò a pieno la mia curiosità e voglia di crescere per far conoscere alla community di internet il grande potenziale della Biomedica.

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Giusi Di Salvio

Esperienza:

Presente! Sono Giusi Di Salvio, una studentessa della Magistrale di Ingegneria Biomedica, alla “Federico II” di Napoli.

Dal giorno in cui ho scoperto il mondo della Biomedica ne sono rimasta letteralmente affascinata, vedendola come un mazzo di chiavi capace di aprire i numerosi meccanismi della macchina umana.

Una di queste chiavi è, senza dubbio, l’ambito dell’Imaging Diagnostico che ho approfondito particolarmente nel corso del mio lavoro di Tesi, inerente l’ideazione di un algoritmo di

cell-tracking. Al fascino che un tale settore scientifico può esercitare, si è aggiunto quello che io chiamo il lato “umano” della Biomedica, vista la sua profonda interconnessione con la Salute, e quest’insieme non mi ha fatto esitare un attimo sulla strada da intraprendere.

Passioni:

Sin da piccola ho coltivato varie passioni, dalla danza classica alla musica, studiando pianoforte, fino a che la Biomedica ha prevalso su tutto. Il credere con tutta me stessa in un percorso di studi così impegnativo ha alleggerito il peso dell’aver dovuto accantonare molte delle mie passioni che, in ogni caso, spero di riuscire a rispolverare presto.

In breve: Nel momento in cui ho scoperto il sito WeWomEngineers ho provato la stessa sensazione di quando la Biomedica è entrata a far parte della mia vita. Non ho resistito all’idea di contribuire, nel mio piccolo, alla divulgazione in tale settore. Da sognatrice quale sono, credendo con tutta me stessa e sempre più nella frase “Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”, spero di trasmettere, oltre alla meraviglia ed al potenziale della Biomedica, questa mia passione e questo “crederci sempre e comunque!”

Cleide Suppo

Esperienza: Dopo 5 intensi anni passati al Politecnico di Torino e 7 mesi a Boston allo Spaulding Rehabilitation Hospital, per scrivere la tesi, mi sono laureata in Ingegneria Biomedica nel Luglio 2013. Durante la ricerca del lavoro ho deciso di aumentare le mie chance e mi sono iscritta al corso “Implementing e Internal Auditor ISO 13485” e così ho trovato il mio attuale impiego come Quality Assurance Engineer presso un’azienda che si occupa di automazione per analisi cliniche

Passioni: Amo la vita, sono appassionata di viaggi e di lettura. Mi piace sognare ad occhi aperti, cucinare per i miei amici e circondarmi di persone preziose poiché sono fermamente convinta di quanto mi accresca un sano confronto.

 

In breve: Sono diventata parte di WWE perché sono donna, perché sono ingegnere, perché sono curiosa, perché voglio conoscere ma soprattutto perché non avevo nessun motivo per non farlo!!

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Marco Caballo

Esperienza:

Ho studiato ingegneria biomedica al Politecnico di Torino, e ho ottenuto il mio Master in Medical Imaging, Image Processing e dispositivi biomedici elettronici programmabili.

Nel 2015 ho iniziato un progetto di ricerca con Il Politecnico e due ospedali di Torino per l’analisi quantitativa di networks vascolari, con applicazioni nel campo della diagnostica tumorale e dell’aterosclerosi. Ho sviluppato un software di analisi di immagini mediche per l’identificazione, il rendering e la quantificazione dell’architettura vascolare di immagini tumorali a ultrasuoni in 3-D. In particolare, ho lavorato a due progetti: uno per la diagnostica differenziale di lesioni tiroidee (studio umano) e uno legato alla vascolarizzazione del cancro alla prostata sui topi

Successivamente ho iniziato una breve parentesi come software engineer in Italia presso una nota azienda automobilistica, ma la mia volontà di continuare a lavorare nella ricerca biomedica mi ha portato in Olanda, a svolgere un dottorato di ricerca in un noto centro per l’imaging medico. Ora progetto e sviluppo nuovi algoritmi e strumenti software per l’analisi e l’elaborazione di immagini per la diagnosi e lo screening del tumore al seno.

Lavoro con diverse tecnologie di imaging, ma il mio fiore all’occhiello è la breast CT. Questo nuovo sistema consente di ottenere immagini 3-D del seno utilizzando i principi della tomografia a raggi x, con bassa dose per le pazienti. Il vantaggio primario di questa tecnica è l’ottenere immagini volumetriche e complete dell’organo in esame senza superimposizione di tessuti (problema che limita di molto la sensibilità della tradizionale mammografia), ad altissima risoluzione.

Oltre alle attività di ricerca, lavoro a stretto contatto con altri ingegneri biomedici, fisici medici, radiologi e pazienti per svolgere controlli di qualità, trial clinici e protocolli di imaging.

Passioni:  Nutro una passione enorme per il mio lavoro e per la ricerca. Credo fermamente che l’utilizzo di nuove tecnologie nelle scienze mediche possa avere un impatto significativo sulla salute di milioni di persone, e questo mi motiva ad investire tutti i miei sforzi per perseguire questo obiettivo. Nel tempo libero amo viaggiare (fortunatamente il mio lavoro mi consente di svolgere molto spesso missioni scientifiche o di parlare a conferenze in Paesi esteri). Ho un debole per le terre del Nord e nutro il sogno di vedere l’aurora boreale. Oltre a questo, i miei hobby sono il cinema, il teatro, la fotografia e, ovviamente, il divertirmi!

In breve: Sono un giovane ingegnere biomedico laureato al Politecnico di Torino, con un master in medical imaging. Attualmente svolgo un dottorato di ricerca in medical image computing in Olanda, dove mi occupo principalmente di progettare e sviluppare algoritmi e strumenti software per la diagnostica tumorale. Sono determinato, ambizioso e metto passione e entusiasmo in quello che faccio. Credo nella scienza e nell’innovazione, e credo non vi possa essere soddisfazione più grande del lavorare per qualcosa più grande di noi, per qualcosa che può davvero migliorare la salute e la qualità di vita a milioni di persone. Per questo sono diventato un ingegnere biomedico, e non avrei potuto fare una scelta migliore.

Daniela Muratore

Esperienza: A partire dai miei primi giorni di scuola, il profondo interesse di mio padre per gli sport motoristici ha influenzato la mia attenzione verso l’ingegneria. Mentre ero al liceo, ad un mio caro amico è stato diagnosticato il diabete e ha dovuto usare regolarmente un dispositivo per il monitoraggio della glicemia. Così, ho scelto di studiare Ingegneria Biomedica all’università.

Nel 2016 ho svolto un tirocinio curriculare di sette mesi al Jet Propulsion Laboratory della NASA. Qui, come lavoro di tesi magistrale, ho progettato, implementato e controllato un braccio robotico. Mi sono laureata nel 2017 al Politecnico di Torino e dopo 6 mesi di tirocinio post-laurea come ingegnere R & D presso Novaura, ora sono impiegato a tempo pieno presso Humanitas.

 

Passioni: La mia passione è il cibo, amo cucinare e ovviamente mangiare, meglio se accompagnando con un bicchiere di vino rosso. Mi piace anche viaggiare per il mondo, conoscere nuove persone, nuove culture, nuovi piatti. E quando non ho soldi per viaggiare, guardo i film, il viaggio più comodo dal divano.

 

In breve: Mi unisco alla WWE perché condivido la mission di questo progetto. Sono molto interessata al mondo del healthcare, sono affascinata dai dispositivi medici e sono convinta che le donne potrebbero fare la differenza in questo campo. Penso che questo blog sia una buona occasione per leggere di ingegneria biomedica e aiutare i giovani a capire chi è l’ingegnere biomedico e cosa fa!

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Alessandro Mazzarisi

Esperienza: sono un tecnico con competenze di elettronica e telecomunicazioni che lavora dal 1982 per il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa, presso l’istituto di Fisiologia Clinica la cui missione dal 1969 è sempre stata studiare le malattie cardio metaboliche, coronariche e pneumologiche, mettendo sempre al centro il paziente, avvalendosi di tutte le competenze STEM, informatiche ed epidemiologiche. Ho partecipato alla nascita dell’ingegneria clinica e della bioingegneria italiana, prima nell’ambito della ricerca e poi nell’ambito accademico, partecipando alle scuole di formazione di Bressanone del GNB, formando per anni personale sanitario, medico, TSRM all’uso consapevole delle tecnologie di frontiera introdotte dalla ricerca e dall’industria, dedicando questa esperienza a correggere e migliorare l’intero sistema sanitario. Ho sviluppato per oltre venti anni software verticale per sale di cateterismo e di elettrofisiologia, procedure automatizzate per la gestione dei presidi consumabili, interfacciando tutta la strumentazione possibile con HIS, RIS e PACS tra cui: angiografi, poligrafi, DAP, iniettori per MDC, pompe d’infusione, ecocardiografi tradizionali ed intravascolari, sistemi di ablazione intravascolari e a RF. Dal 1997 ho sviluppato ed è in servizio una cartella clinica elettronica per ricerca in grado di misurare gli outcome dei processi sanitari, le complicanze a distanza di tempo e l’effettiva complessità delle procedure erogate. Un insieme di procedure in grado di valutare e correggere tutti i processi gestionali in cui sono coinvolti: personale, strumentazione, logistica e burocrazia, tutti i soggetti con cui si erogano le prestazioni dal letto alla sala operatoria e viceversa. Ho partecipato per anni all’iniziativa IHE, un organismo internazionale per l’interoperabilità tra apparecchiature biomedicali, HIS e RIS. Ho partecipato come socio fondatore alla nascita della versione italiana dell’organizzazione HL7Italia per la standardizzazione dei flussi informativi tra organizzazioni, soggetti, dispositivi, sistemi informatici presenti in ogni ambito del sistema sanitario, identificando per ciascun soggetto: ruoli, dipendenze e tutti i messaggi necessari a completare ogni transazione. Ho contribuito in prima persona alla nascita del Fascicolo Sanitario Personale Italiano, scrivendone parti in termini di modelli e casi d’uso. Conosco i servizi DICOM per aver sviluppato attraverso software Open Source, molteplici sistemi di raccolta e analisi d’immagini e segnali a uso della ricerca, sistemi in grado di garantire l’interoperabilità semantica tra versioni DICOM e HL7 di aziende diverse che producono tutti dispositivi medicali marchiati CE nel campo dell’imaging diagnostico, la chirurgia, laboratori di analisi e ambulatori. Ho partecipato a progetti Europei FP7. Mi occupo da anni di sicurezza informatica in ambito sanitario e bio-hacking.

Passioni: amo viaggiare in tutto il mondo e scrivere storie. Ho tanti amici di penna, ascolto musica, camino molto ogni giorno. Mi piace ascoltare le storie degli altri. Sono una persona empatica, facilitata a entrare in rapporto simbiotico con gli altri al primo incontro. Scrivo storie originali per me e i miei lettori, ricavandole dalla mia esperienze lavorativa e quella personale. Condivido sui social e sul blog delle WeWomEngineers novità, esperienze e opportunità di lavoro che riguardano il mondo dell’ingegneria clinica e biomedicale, della ricerca applicata e di frontiera. Partecipo come storyteller a network che promuovono l’empowerment dei pazienti e di tutti i soggetti deboli in ambito sanitario. Ho un debole per tutto quello che a che fare con la White Economy, ritenendo lo sviluppo di servizi e tecnologie per questo mondo in rapida espansione sia la chiave di volta per l’impiego di giovani laureati nelle discipline STEM, in modo proficuo e creativo.

Antonio Migliore

Esperienza:

Sono un ingegnere biomedico laureato a Pisa nel “lontano” 2006. Negli anni universitari avevo iniziato ad avvicinarmi alla ricerca (sensori biomimetici e ingegneria tissutale) ipotizzando un PhD ma nel 2007 ho avuto la possibilità di iniziare un rapporto di collaborazione con Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, all’interno del nascituro team destinato ad occuparsi di Health Technology Assessment (HTA) e Horizon Scanning (HS) per conto del Ministero della Salute.

Nello specifico, per il programma HTA, collaboro alla produzione dei report curando sia la parte squisitamente tecnica che l’analisi dell’efficacia clinica delle tecnologie in esame. Per il programma di HS, sono impegnato nell’identificazione e valutazione di tecnologie sanitarie nuove ed emergenti (lavoro molto “eccitante” da un punto di vista biomedico). Per conto di Agenas seguo anche progetti e reti di collaborazione a livello Europeo.

Recentemente ho anche avuto modo di collaborare con l’unità che si occupa di dispositivi medici presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Ho pubblicato alcuni articoli su rivista e ho partecipato a diversi congressi, anche come speaker.

Passioni:

Qualcuno ha detto: “Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita”. Amo le tecnologie e l’innovazione in campo biomedico ma, nel tempo libero, ho voglia di vedere paesaggi nuovi, assaggiare tutto ciò che è tipico, conoscere le tradizioni locali. Ho un debole per le Terre del Nord e sogno di vedere l’Aurora Boreale ma nel frattempo cerco di esplorare la mia isola, la Sicilia: avendo vissuto tanti anni lontano da casa, non ho mai avuto modo di farlo…

Sono appassionato di moto ma non tanto da un punto di vista meccanico/tecnico quanto per via del senso di libertà che possono trasmettere.

In breve:

Un ingegnere biomedico che si occupa di HTA (purtroppo siamo in pochi a farlo). Attratto dall’entusiasmo e dal dinamismo delle blogger di WWE, ho deciso di dare il mio contributo a questa community perché vorrei fare il possibile per creare la famosa “massa critica” attorno all’ingegneria biomedica.

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