Concorsi per ingegneri clinici: strumenti e metodi

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Concorsi per ingegneri clinici: strumenti e metodi

In questi mesi la nostra community si è evoluta ed espansa, rispondendo a numerose richieste di supporto. Abbiamo deciso di pubblicare una serie di articoli per dare delle indicazioni su come preparare un concorso pubblico per ingegnere clinico. Cosa studiare? Quali risorse utilizzare?

L’ingegnere clinico viene spesso chiamato a scrivere capitolati che hanno alla base lo studio e la conoscenza di settori specifici; deve inoltre sapersi interfacciare con diverse professionalità che gravitano intorno al processo di cura (ma anche prevenzione); deve seguire gli sviluppi dell’innovazione tecnologica, saper eseguire delle analisi e produrre dei report su quel che il mercato offre e soprattutto riuscire a rapportare il costo dell’innovazione alle esigenze specifiche del singolo reparto. L’approvvigionamento tecnologico è necessariamente connesso al trattamento dei dati e delle informazioni, alla loro sicurezza e riservatezza e, trattandosi di dispositivi medici, le apparecchiature saranno conformi a determinate norme. Le apparecchiature stesse presenteranno inoltre delle specifiche tecniche tali per cui si rende necessario comprendere anticipatamente quale sia la soluzione migliore che consenta l’interfacciamento più vicino al “plug and play”.

Risolvere la complessità ha un duplice risvolto: uno metodico e l’altro contenutistico. Per quanto riguarda il metodo, il bando di concorso circoscrive l’ambito e gli argomenti. Nella letteratura del nostro settore è molto difficile creare dei libri standard. Per esempio, un ingegnere biomedico/clinico che si occupa di sicurezza delle reti avrà necessità di approfondire conoscenze diverse rispetto ad un altro che si occuperà di sicurezza elettrica o di gare e appalti, fermo restando che la visione generale deve avere delle ottime basi per consentire un interfacciamento consapevole e proficuo anche con altre figure professionali e con altri colleghi.

Riguardo ai contenuti, molto dipende dalla propria formazione di partenza: un laureato magistrale in ingegneria biomedica indirizzo nanotecnologie avrà competenze diverse rispetto ad un laureato magistrale in ingegneria clinica. Un’indicazione generale è partire dai compendi di diritto sanitario in quanto sono testi di ampio respiro, che fanno riferimento esplicito e puntuale alla legislazione e alla normativa vigenti. L’approfondimento sarà successivamente mirato a quel che viene richiesto dal bando.

Sapere com’è strutturato il sistema sanitario, per esempio, è la base da cui partire per comprendere le dinamiche degli acquisti, della gestione ospedaliera e delle apparecchiature, ma anche della privacy e della sicurezza delle informazioni.

Essendo la parte degli acquisti in sanità afferente ai settori ordinari (la Sanità non viene considerata settore speciale come la Difesa) il testo da seguire è il Codice degli appalti, facendo riferimento inoltre alle risorse online ufficiali in cui viene spiegato il funzionamento di Consip, il sito del Garante della Privacy, il GDPR, il Codice della privacy, ecc.

All’interno dei testi sopra citati ci sono delle parti in cui si fa riferimento diretto alla sanità, e altre che invece sono valide per la PA in generale.

Riguardo gli acquisti, è bene concentrarsi sul filone beni e servizi, perché dei lavori si occupa l’ufficio tecnico. Un valido aiuto sono i testi guida, che contengono anche un commento alle varie sezioni.

La gestione delle apparecchiature in tutto il loro ciclo di vita implica la necessità di padroneggiare l’analisi dei rischi, la struttura dei contratti, e dipende dal modello del servizio di ingegneria clinica per cui si lavora. 

Nei prossimi articoli cercheremo di fornire strumenti e approcci. Interessati a saperne di più?

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Veronica Moi

Ingegnere biomedico e giornalista. Non mi separo mai dalla mia penna stilografica, con cui progetto e racconto di sanità e altre storie.