Trilogy come 3 gemme di scienza

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Trilogy è un progetto editoriale di WeWomEngineers in cui un’ingegnera biomedica incontra una neuroscienziata e una biologa per parlare di una tematica attualissima: Il Microbioma.

La storia delle gemme nella scienza nasce in occasione del meeting annuale WIE (Women In Engineering) Italy presso il Politecnico di Palermo, dall’incontro tra l’ing. Manuela Appendino e la Dott.ssa Lucia Mattera.

La curiosità di unire aspetti differenti della scienza partendo da un’esigenza clinica, legata alla salute della popolazione ha condotto a prendere parte di questa iniziativa anche la neuroscienziata Marialessia Musumeci.

Iniziano così le puntate di questo esperimento editoriale portando alla vostra attenzione un argomento scientifico visto con tre gemme (lenti) di ingrandimento che come gli ingranaggi cooperano per descrivere una tematica attraversandone gli aspetti fisiologico-clinici e tecnologici.

Trilogy è una novità, frutto di un grande puzzle che può essere studiato nei singoli pezzi e determinato dalla sommatoria di tutti i pezzi.

La scelta sul Microbioma è arrivata spontaneamente dopo qualche brainstorming in gruppo. 

Il Microbioma secondo la Treccani è “l’insieme dei microrganismi, dei loro genomi e delle interazioni ambientali che questi stabiliscono in un dato ambiente.

Si possono identificare m. in ogni tipo di ambiente, come il suolo, l’acqua dolce o di mare, un albero o un animale, e ogni specifico m. potrebbe essere considerato quasi come uno specifico ‘organo’.

Particolare interesse viene dedicato al m. umano, considerato che il numero di batteri e altri microrganismi che vivono sopra e dentro il corpo umano è 10 volte maggiore rispetto al numero delle nostre cellule.

Secondo alcuni ricercatori, i microrganismi che ‘abitano’ con l’uomo hanno una tale influenza sulla sua fisiologia che dovrebbero essere considerati parte del suo genoma umano”

In che modo il Microbioma influenza la nostra vita?

Come varia a seconda dei farmaci che ingeriamo?

Si modifica nel corso della nostra vita?

Quali sono le tecnologie che ci permettono di leggerlo ed interpretarlo?

Nelle prossime puntate cercheremo di rispondere a queste (e alle vostre) domande.

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Autrici di Trilogy STEM

Dott.ssa Lucia Mattera

Laureata magistrale con lode in Scienze Biologiche (LM-6) indirizzo Diagnostica Molecolare dopo un percorso triennale con indirizzo fisiopatologico, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Appassionata di nutrizione, partecipa a conferenze ed incontri sul tema testando il potere di una sana alimentazione, accompagnata dalla musica, in particolar modo quella classica, per creare un equilibrio perfetto tra mente e corpo.

Si cimenta nel mondo delle nanotecnologie e nanomedicina (diagnostica e terapia). Svolge presso il NanoBiomolecular Group (CNR Pozzuoli) il suo tirocinio.

Si è occupata di tossicità indotta da nanocristalli di nuova generazione (Quantum Dot, quantum Rod) su un organismo modello, concludendo questo percorso con 3 pubblicazioni e la partecipazione ad un progetto Europeo, NanoToTouch, volto alla divulgazione delle nanotecnologie ad un pubblico e studenti di vari livelli presso Città della Scienza, Napoli.

Termina il dottorato in biochimica presso l’Università di Grenoble Alpes (UGA)/Commissariat à l’énergie atomique et aux énergies alternatives (CEA), Francia, discutendo la tesi dal titolo “Fonctionnalisation, bio-conjugaison et études toxicologiques de quantum dots”.

Ha partecipato attivamente alle attività di laboratorio, seguendo tirocinanti internazionali, all’inventario del laboratorio ai labmeeting, seminari etc. L’obiettivo del suo progetto di dottorato era quello di “creare” dei nanocristalli coniugandoli a dei marker tumorali per poterli utilizzare nella creazione di un sistema immunodiagnostico di nuova generazione. 

Inoltre è membro esperto dell’associazione di divulgazione scientifica Scienzintasca.

La sua nuova passione per l’alimentazione rappresenta oggi il suo lavoro, anche perché considera il cibo come il “nanomondo naturale”.

Ricerca continui approfondimenti sull’alimentazione per la donna e l’oncologia, parallelamente coltiva la passione per musica, anima, corpo, digiuno e meditazione sintetizzabili in cambiamenti epigenetici e fondamentali per formare il “puzzle” del suo futuro.

Ing. Manuela Appendino

Manuela Appendino

Laureata alla triennale in Ingegneria Biomedica presso il Politecnico di Torino discutendo la tesi “Scintigrafia ossea applicata all’osteointegrazione di impianti dentali”, da 10 anni si occupa principalmente di dispositivi medici utilizzati in ambito cardiologico nella branca dell’elettrofisiologia, in particolare i sistemi di mappaggio cardiaco 3D per il trattamento delle aritmie con ablazione a radiofrequenza.

Progettista e coordinatrice del progetto SMARTOWEAR, ha realizzato in collaborazione con il Politecnico di Torino un prototipo di dispositivo indossabile per il telemonitoraggio biometrico di pazienti con scompenso cardiaco cronico.

Appassionata della relazione medico-paziente, nel 2020 conclude un Master Universitario con lode in Bioetica, presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (sezione parallela di Torino) all’interno del ciclo di Specializzazione in Teologia Morale con indirizzo sociale.

In tal sede è stata la prima ingegnera biomedica a discutere una tesi sui Nodi bioetici nell’Intelligenza Artificiale (AI). Fortemente attratta dalle questioni bioetiche applicabili nel contesto clinico-tecnologico-sanitario, ha scritto numerosi articoli divulgativi per il progetto WeWomEngineers di cui è fondatrice.

Il network si propone ai giovani sensibilizzando sulla figura dell’ingegnere biomedico, sulle materie STEM e sul divario di genere in ingegneria.

Ambasciatrice del network nazionale InclusioneDonna, di STEMLab (Scoprire Trasmettere Emozionare Motivare) progetto nazionale STEM per ragazzi tra 5 e 14 anni e RoleModel per InspiriGirls promosso da ValoreD.

Oggi è Vice-Presidente della Consulta Femminile della Regione Piemonte e fa parte di “Unstoppable Women” la lista di “1000 donne da seguire nell’innovazione in Italia” creata da “StartupItalia”.

Ha partecipato in qualità di speaker alla conferenza internazionale sulla tecnologia CYFYAFRICA nel 2019 e a numerose conferenze e tavole rotonde sulla parità di genere nei principali Politecnici italiani. Ama la cucina marocchina, viaggiare ed è mamma di Riccardo (5 anni). 

Dott.ssa Marialessia Musumeci

Marialessia Musumeci

Laureata in Tecniche di neurofisiologia nel novembre 2008 presso l’Università degli Studi di Genova, discutendo la tesi “La tecnica della registrazione e quantificazione digitale”.

Da gennaio 2009 a settembre 2009, ha collaborato per i diversi ospedali, Genova e a Milano, tra cui gli istituti più importanti Istituto Neurologico Carlo Besta e Istituto Europeo Oncologico, svolgendo attività di ricerca nell’ambito della chirurgia neurologica e della registrazione di segnali neuronali nel sonno.

Ha conseguito la laurea Magistrale in Scienze cognitive e processo decisionale nel marzo 2011 presso l’Università degli Studi di Milano, discutendo la tesi “Comunicazione per l’apprendimento mediata da BCI nei casi di dislessia e ADHD” (Disturbo da deficit di attenzione e iperattività).

Da gennaio 2015 a luglio 2015, ha ricevuto un assegno di ricerca dal Dipartimento di Informatica, presso l’Università degli Studi di Milano, svolgendo attività di ricerca in neuroscienze e tecniche di elaborazione dei segnali. Da ottobre 2015 a novembre 2018 è stata dottoranda presso la Scuola di Dottorato in Informatica dell’Università degli Studi di Milano del XXXI ciclo, svolgendo attività di ricerca presso Inghilterra, Irlanda, Stati Uniti sotto la supervisione della Prof.ssa Rita Maria Rosa Pizzi.

Nel primo anno di dottorato ha preso parte al progetto europeo intitolato NANO x COMP, portando le sue abilità neuroscientifiche, ha conseguito il dottorato di ricerca nel febbraio 2019, discutendo la tesi Artificial intelligence applied to the study of conscious perceptive states risultando l’unica donna ad ottenere il titolo di Dottore di ricerca per il ciclo XXXI presso tale dipartimento. I suoi interessi di ricerca includono neuroconding, neuroscienze, neurofisiologia, scienze cognitive, elaborazione di segnali e immagini, intelligenza computazionale, temi sui quali ha prodotto numerose pubblicazioni.

A giugno 2019 è l’unica donna italiana a ottenere la nomina al Brain Prize, classificandosi seconda dopo l’università di Edimburgo e prima dell’università di Cambridge, per la scoperta dell’esistenza di attrattori caotici decodificando il segnale eeg in modo binario (prima volta che si è svolta tale analisi a livello mondiale) portando così l’Italia ad essere nuovamente protagonista assoluta e indiscussa in questo ambito.

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