WWE fa un salto nel futuro. Parte 1: I preparativi

WWE fa un salto nel futuro. Parte 1: I preparativi

Vi ricordate di me?

Sono trascorse un po’ di settimane, ma eccomi di nuovo qui. Mi chiamo Elisa e sono una dottoranda BIO-meccanica presso il Politecnico di Torino. Da qualche mese sono entrata a far parte del magico team di WWE. Per chi volesse qualche dettaglio in più o semplicemente rinfrescarsi la memoria, trova qui il mio primo articolo in cui vi racconto un po’ di me, delle mie passioni e dei miei interessi.

Fatto? Ottimo! A questo punto ricorderete anche il tema principale della mia rubrica: HU-RO-TECH, la sfaccettata e multidimensionale interazione tra l’uomo ed il robot. Oggi, però, voglio uscire dagli schemi, e raccontarvi un’esperienza che ho vissuto in prima persona, una missione un po’ speciale: la partecipazione al VisionaryDays.

VisionaryDays: un sogno, un miraggio o il domani?

Visionary Days è un evento organizzato dall’associazione Visionary, fondata da un gruppo di studenti volontari del Politecnico di Torino. Sostenuti non solo dal Politecnico stesso, ma anche da importanti enti come Compagnia di San Paolo, Reply e Fondazione CRT. L’originale idea di questi ragazzi consiste nel voler riunire centinaia di menti in un’unica stanza. Creare piccoli gruppi di 10 persone guidate da un Moderatore e permetterne un’attiva e collettiva partecipazione al confronto durante un’intera giornata no-stop. La sfida è interrogarsi su come sarà il futuro dell’uomo in determinati contesti. Dopo il trionfo della prima edizione, i visionari non si sono lasciati sfuggire l’occasione di riproporre l’evento, cercando di migliorarsi e allargare ancora di più gli orizzonti.

La visione del Moderatore

Appena ricevuta la mail ed appreso il focus centrale della giornata non ho potuto lasciarmi scappare questa occasione. Da BIO-IngegnerA, tra tecnologia riabilitativa e medicina predittiva, reti neurali e intelligenza artificiale, bioetica e genoma editing, non potevo che sentirmi a casa. Sapevo che il compito non sarebbe stato facile, ma nel mio piccolo sono sempre convinta che da ogni sfida si possa imparare qualcosa. Ed in questa occasione, ho piacevolmente imparato tanto.

“Strong is the new pretty” è stato il mio motto per l’occasione

Candidata e selezionata come Moderatrice, ho partecipato ad un corso introduttivo della durata di 5 giorni prima dell’evento. Ho conosciuto gli altri 69 moderatori e sono stata catapultata nelle differenti tematiche che sarebbero state oggetto di discussione durante l’evento.

La settimana pre-evento è stata una vera e propria esplosione, dove Trasversalità e Variabilità hanno fatto da padrone. Sono rimasta positivamente impressionata dall’entusiasmo e dalla voglia di fare degli altri ragazzi: chi più giovane, chi più esperto, ingegnere o informatico, filosofo o biologo, studente o lavoratore. Insomma, 70 menti e personalità completamente diverse, tutte ricchissime di idee e conoscenze. Si è respirata la sete di concretezza e di realizzazione, il desiderio di unirsi e non calpestarsi, il rispetto per il pensiero altrui. Insomma, lo spirito e l’energia con cui vorrei svegliarmi tutte le mattine! Il variegato background dei partecipanti è la riprova di come l’evento ed il ruolo Guida non siano indirizzati ad una specifica categoria di persone, bensì aperta a tutti i possibili interessati.

Perciò, quali devono essere le caratteristiche per poter partecipare? Curiosità, desiderio di mettersi in gioco, bisogno di esprimersi e tanta voglia di ascoltare. Il ruolo di Moderatore certamente richiede una responsabilità in più rispetto al Visionario, in quanto deve saper guidare il proprio tavolo senza influenzarlo. Deve permettere a tutti i partecipanti di avanzare la propria idea. Deve tenere ben salde le redini del discorso ed evitare che la discussione si indirizzi su confini inappropriati. Sia ben chiaro: non sto parlando di capacità in più, piuttosto desiderio di sfida.

Scatti rubati in preda alla concentrazione
I temi previsti durante la giornata

Per affrontare ogni tematica non basterebbe lo spazio di una sola rubrica. Vorrei però condividere alcuni dettagli e quesiti, cercando di stuzzicare il vostro interesse e suscitare qualche riflessione.

La prima tematica vede protagonista il mio pane quotidiano: il controverso rapporto uomo-robot. Dove si pone la linea di confine tra utilità e danno dell’inserimento dei robot nella quotidianità? I robot sostituiranno totalmente l’uomo in ambito lavorativo, modificando la proporzione tra lavoro e tempo libero? La robotica si pone come supporto o rivoluzione di quelle che sono la medicina e la riabilitazione di oggi? Ci saranno delle leggi specifiche per i robot? E soprattutto, chi avrà le competenze per definire queste regolamentazioni? Domande non nuove, questo è certo, ma dalle mille possibili risposte ed incertezze.

Come per tutte le cose, basta una notizia-scandalo per accendere la curiosità, anche su temi scientifici in fase di sviluppo e ricerca. La divulgata e chiacchierata nascita delle gemelle cinesi con DNA modificato ha fatto sì che il genoma editing fosse sulla bocca di tutti. Proprio quest’ultimo, ovvero l’opportunità di modifica del DNA del nascituro è stato il secondo tema di interesse. C’è chi si immagina un futuro in cui si potrà scegliere il colore dei capelli o l’altezza del proprio figlio. Altri invece riescono ad approdare un po’ più lontano, percependo il riscontro rivoluzionario nella medicina e nella prevenzione di malattie genetiche fortemente impattanti sulla vita dell’uomo.

Un altro interessante tema sul quale tutti sembrano piuttosto sensibili è proprio l’Intelligenza Artificiale (IA). Chi non ha visto almeno un film che tratti proprio l’IA come protagonista o recenti pubblicità di sistemi tecnologici basati su essa? Tutti ne leggono, tutti ne parlano, forse troppi se ne ritengono esperti. Quanti, però, sono veramente a conoscenza della definizione, del potenziale e delle applicazioni dell’IA? Possedere un’assistenza virtuale nelle proprie case è sufficiente per ritenersi esperti? O almeno consapevoli di quello che è il potente mezzo che ci sta di fronte e dei radicali cambiamenti che ne conseguono? Possiamo quindi affermare con sicurezza di conoscere ciò che sta alla base dello sviluppo e del funzionamento di un’intelligenza artificiale? Ci siamo mai soffermati a riflettere su cosa si intende con i due termini “Intelligenza” e “Artificiale”?

Infine, le odierne e prossime rivoluzioni in tutti gli ambiti precedentemente citati non possono che avere un riscontro sulla società. Quarto tema, di certo non meno importante dei precedenti, ma che sembra affrontarli sotto un punto di vista globale. L’impatto delle innovazioni richiede un adattamento di abitudini e pensiero. Difficile definire con certezza quelle che saranno le nuove linee guida, le conseguenze sociali e la modellazione dei ruoli. Certo è che, per rimanere al passo con gli avanzamenti tecnologici e non lasciarsi sopraffare, l’uomo deve affrontare i temi bioetici e prendere delle decisioni.

L’evento

Dopo questa densa carrellata su temi e domande, ciò che vorrei condividere con voi è una mia personale rivelazione. Forse noi bioingegneri non siamo così distanti dagli altri. Non è vero che non sappiamo trovare la nostra strada. Non è vero che il nostro ruolo è così difficile da delineare, ma soprattutto non è vero che ci occupiamo di ricerche e temi lontani dalla quotidianità. Il Bioingegnere è una figura “portante” nelle innumerevoli innovazioni e servizi per la cura, il supporto, la prevenzione, il benessere dell’uomo. In più, i BIO-temi non si discostano dalla realtà quotidiana, bensì sono fonte di ispirazione e forte interesse su larga scala.

Torino, 1° dicembre 2018, OGR-Officine Grandi Riparazioni.

Ore 9.00, si aprono i cancelli e 800 visionari si riuniscono in un’unica sala, distribuendosi in 70 tavoli rotondi. Al centro della sala un palco, trampolino di lancio di 5 differenti sessioni: Corpo, Evoluzione, Memoria, Società e Contaminazione. 10 ore di confronto ed 1 domanda precisa:

“Il futuro sarà solo umano?”


Eccoci quindi al VisionaryDays.


Se sono riuscita a contaminare la vostra curiosità e desiderate “visionare” il futuro, non perdetevi il prossimo articolo, in cui vi racconterò il cuore della giornata!

A prestissimo!

Elisa

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Elisa Panero

Ciao! Mi chiamo Elisa, vivo a Torino e sono una BIOingegnera laureata presso il Politecnico di Torino nel marzo 2016. Ad oggi sono una dottoranda in adozione al dipartimento di meccanica per un PhD in ambiente industriale. La mia insaziabile curiosità mi ha sempre spinto a voler superare i miei limiti, e la ricerca si è dimostrata uno stimolante campo per la mia battaglia personale. Vanto un forte ottimismo per tutto ciò che è innovazione finalizzata al miglioramento della quotidianità e della condizione dell’uomo. La bioingegneria è un universo di mondi paralleli accomunati proprio da un unico focus centrale: l’uomo. Vorrei riuscire a trasmettere le mie idee, pensieri, passioni e sensazioni raccontandomi, con la trasparenza e schiettezza che mi caratterizzano. Quale occasione migliore di WWE?
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