POST 4# “Once upon a time…The Woman, Anna Morandi Manzolini”

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POST 4# “Once upon a time…The Woman, Anna Morandi Manzolini”

La ceroplasta Anna Morandi unisce arte e scienza con particolare risalto all’anatomia funzionale. Questo mestiere appassionante richiedeva non solo abilità di artista per la pittura e la scultura, ma anche una profonda conoscenza del corpo umano e del suo funzionamento nei minimi dettagli.

 

Nacque a Bologna il 21 gennaio 1714. Studiò disegno e scultura con i pittori Giuseppe Carlo Pedretti e Francesco Monti a Bologna, conobbe il Professor Giovanni Manzolini che nel 1740 divenne suo marito. Ebbero otto figli di cui però cinque morirono in tenera età. I coniugi lavorarono insieme modellando in cera vari preparati anatomici. Lo studio dell’anatomia prima, la dissezione dei cadaveri insieme agli insegnamenti del marito, furono fondamentali alla donna per riprodurre modelli fedeli.

 

La ceroplasta bolognese si formò alla scuola sperimentale del famoso Istituto delle Scienze, dove lo statuto anatomico risultò estremamente rinnovato, grazie all’originale risalto dato agli organi di senso e alla facoltà di percezione. Importante fu il concepire del corpo umano come un tutt’uno dove le singole parti sono coordinate dal cervello e prese in considerazione non come elementi isolati, ma in riferimento all’intero organismo. I soggetti più ricorrenti nelle numerosissime tavole prodotte da Anna e delle quali si conservano le esaurienti descrizioni redatte da lei stessa furono: i cinque sensi, l’apparato uro-genitale, la conformazione ossea dei feti e dell’adulto.

 

6_orecchio             5_braccio             7_feto

 

L’arte di modellare la cera aveva origini molto antiche, la cera era di solito diluita con trementina ed acqua ragia e veniva impastata con mastice e sego.  Anna, tecnicamente realizzò le proprie cere avvalendosi di conoscenze scientifiche reperite nei numerosi libri della sua biblioteca ed utilizzando una serie di ferri chirurgici professionali. Il metodo utilizzato nelle preparazioni era quello dello “spogliare” che consiste nel porre sistematicamente a nudo i vari strati del corpo umano dall’esterno verso l’interno. Non si conosce, ad oggi, con precisione la tecnica di realizzazione concreta delle preparazioni in cera poiché ogni ceroplasta si avvaleva di propri segreti. Probabilmente la Morandi possedeva una serie di calchi che le permettevano di riprodurre più tavole di uno stesso soggetto senza dovere, ogni volta, procedere a nuove dissezioni.

 

Applicò la sua manualità anche in direzione più artistica, realizzando i busti del prelato Ercole Isolani, del marito ed il proprio, questi ultimi effigiati nell’atto di eseguire una dissezione. La collezione di cere è conservata presso il Museo di palazzo Poggi, antica sede del rinomato Istituto delle Scienze di Bologna.

 

3_Anna              4_Manzolini

 

Anna fu sempre vicino al marito sia quando si ammalò di depressione, sia quando contrasse la tubercolosi e la donna ottenne un permesso speciale per insegnare in sua vece. Diventò tanto esperta nel modellare la cera da poter lavorare autonomamente alla morte del marito che avvenne nel 1755. Si portò sempre dietro gli insegnamenti del marito che le permisero di continuare a modellare e di acquisire successo artistico ed anche accademico.

 

Le difficoltà economiche però furono una costante nella vita di Anna, tanto che, nel 1769, quando l’Assunteria di Stato non accettò la sua richiesta di aumento dell’onorario per la sua opera di ceroplasta, accolse l’offerta del senatore Girolamo Ranuzzi. Il senatore acquistò tutti i suoi preparati anatomici, gli strumenti tecnici e la sua biblioteca contenente i più importanti trattati di medicina e chirurgia, le offrì anche un appartamento nel proprio palazzo affinché potesse proseguire il suo lavoro. Numerosi furono i visitatori che accorsero ad ammirare le sue opere, persino l’imperatore Giuseppe II rimase profondamente colpito dai suoi manufatti e le donò un medaglione rappresentante la propria effigie.

 

Diversi e prestigiosi furono i riconoscimenti professionali ed i titoli accademici da lei ottenuti. Nel 1756 fu aggregata all’Accademia delle scienze dell’Istituto e nel 1758 a quello dell’Accademia Clementina. Nel 1760 il Senato cittadino le conferì l’incarico di modellatrice presso la cattedra di anatomia, con la possibilità di scegliere se tenere le lezioni presso l’Università o nella propria abitazione, esattamente come veniva consentito ai professori più illustri. Nello stesso anno fu aggregata alla Società letteraria di Foligno e nel 1761 all’Accademia del disegno di Firenze. Continuò a svolgere la sua attività e la sua fama di realizzatrice di modelli anatomici si diffuse in tutta Europa. Non lasciò mai la ‘sua’ Bologna declinando i molteplici inviti che ricevette, dalla Royal Society di Londra, dall’imperatrice di Russia Caterina II e da altre corti europee ed anche da diverse università sia italiane che straniere. Anche a questa grande donna è stato dedicato un cratere sulla superficie di Venere, il cratere Manzolini.

 

Anna morì a sessant’anni, il 9 luglio 1774 e venne sepolta nella chiesa di San Procolo a Bologna.

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