100 storie”favolose” – principesse alternative per le piccole future donne

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100 storie”favolose” – principesse alternative per le piccole future donne

Chi di voi si ricorda la fatidica domanda che ci veniva fatta alle scuole elementari e le cui risposte erano segno tangibile del divario fra maschietti e femminucce.. quella domanda che, dovessi rispondere oggi ancora non saprei cosa dire, ma alle scuole elementari hai le idee chiare e sai, ah se sai, hai già in testa il disegno preciso della tua risposta (sicuramente hai una visione molto più chiara della vita di quanto tu non possa averne crescendo, almeno per quel che mi riguarda): cosa farai da grande?

Ecco, mi sono spesso trovata a riflettere su come anche in terreni ameni e incontaminati come possono essere le menti dei bambini in realtà il germe dello stereotipo prenda già piede, nostro malgrado e senza che ne siamo consapevoli: di fatto, per lo più, le risposte rientravano in range ben distinti a seconda che si trattasse del “futuro delle femminucce”, che prevalentemente sceglievano ballerina, cantante, modella e “futuro dei maschietti” forse non troppo più concreto (se dobbiamo sognare, facciamolo in grande), in quanto credo la risposta più gettonata fosse “l’astronauta”, ma di sicuro meno improntato alla costruzione di un involucro e più a quella del contenuto, meno apparenza, più sostanza (sia chiaro, non ho niente contro le ballerine e, anzi, ne sono affascinata.. vorrei solo aver avuto una varietà di modelli diversi fra cui scegliere, in passato, e le classiche favole con eroine femminili non hanno mai troppo aiutato, ecco).

Pausa. Eh, già, forse tutti quei cartoni animati con principesse che come segni particolari avevano la bellezza e il saper cucinare, in attesa di essere salvate dal principe, proprio illese non ci hanno lasciato..

Eppure non esistevano solo principesse, non siamo tutte destinate ad essere ballerine: anche negli anni in cui l’ideale di donna era quello della bella e buona Biancaneve, esistevano donne che, contro ogni aspettativa, raggiungevano risultati importanti nei campi della fisica, della chimica, dell’ingegneria.

Già solo pensando che nel 1937, mentre usciva il cartone animato Biancaneve, l’italiana Maria Artini, prima donna ingegnere elettrotecnico in Italia, entrava in Edison, in cui avrebbe poi ricoperto il ruolo dirigenziale, ci si rincuora. Ma qualcuno vi ha mai raccontato di Maria Artini da piccole?

Ecco, ora proiettandoci un attimo fra 30 anni, e ripetendo questa domanda alle bambine di oggi, presumibilmente la risposta sarà: si.

Tutto si evolve e oggi, sempre più, i modelli educativi orientati alle bambine sono molto più attenti a fornire modelli diversi. Son cambiati i ruoli delle eroine dei cartoni animati, son cambiati gli esempi che si vogliono trasmettere.

Ma, visto che sono esistite ed esistono donne REALI che possono ricoprire il ruolo di modelle ispiratrici per le giovani leve, perché inventarsi nuove principesse, perché non dare il messaggio ” loro ce l’hanno fatta. Puoi anche tu”?

Ed eccoci al punto.  Ci sono due donne italiane, Elena Favilli (amministratore delegato) e Francesca Cavallo (direttore creativo), che han preso in mano la situazione e han dato luogo a Timbuktu Labs, una startup che propone metodi alternativi per educare i bambini attraverso le tecnologie nelle quali sono immersi e che ha raccolto grande consenso su IndieGoGo per un progetto che poi è quello che ha ispirato quest’articolo: “Goodnight stories for rebel girls”.

E così mi ritrovo a leggere di queste “storie della buonanotte per bambine ribelli”. 100 storie di 100 donne che han segnato la storia, in un modo o nell’altro, per la loro passione, per il loro talento, per come si sono destreggiate nel mondo, in un mondo ancora tante volte poco adatto a loro.

“Perché un libro per ragazze?”, questa la domanda che si legge nella descrizione del progetto. “Perché siamo ragazze, il nostro percorso imprenditoriale ci ha fatto capire quanto sia importante, per le ragazze, crescere circondate da modelli femminili. Le aiuta ad essere più fiduciose ed ad impostare obiettivi sempre più grandi. Ci siamo rese conto che il 95% dei libri e degli spettacoli televisivi con cui siamo cresciute mancava di donne in posizioni di rilievo. Abbiamo effettuato alcune ricerche e abbiamo scoperto che non ci sono stati poi tanti cambiamenti negli ultimi 20 anni, così abbiamo deciso di fare qualcosa in merito.”

Così queste due donne, già note per l’ebook a fumetti sulla storia di Margherita Hack, scaricabile gratuitamente dal sito della loro startup, han deciso di trasmettere e far conoscere nuovi modelli, e per farlo han deciso di ornare ogni storia con i disegni di 100 artiste diverse, provenienti da diverse parti del mondo.

Ed è novembre, questo novembre, il mese d’uscita di questo libro di favole create ad hoc per rendere meno distanti traguardi che spesso sembrano irraggiungibili e perché anche le bambine puntino a costruirsi un futuro da favola, dando a “favola” tutto un altro significato, quello di realizzazione personale attraverso l’espressione delle proprie passioni.

 

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