Luca Radice : L’Ingegnere del Cambiamento, sarà dei nostri ?

Luca Radice : L’Ingegnere del Cambiamento, sarà dei nostri ?

Ciao ragazzi, come state ?

 

Io ritorno per voi con un’intervista integrale… vi parlo di Luca Radice, ottimo candidato ad entrare nel gruppo WWE.

 

Conobbi Luca un anno fa, iniziammo insieme l’avventura del Cigno Nero…….

cignonero

Vi starete chiedendo cos’è sto Cigno Nero…è un Comitato che promuove le attività  dell’Ingegnere Biomedico e Clinico!

 

Luca è anche il fondatore del gruppo Ingegneri della Salute!   ingegneridellasalute

 

 

 

Trovate l’intervista integrale con le mie domande indicate da un numero e le risposte di Luca da una R, R–> come risposta,  R–> come Radice!

 

 

 

1) Breve presentazione di Luca Radice (documento a parte dove parli brevemente di te, delle tue passioni e le motivazioni ad inserirti in questo gruppo :))

 

R : Questo sarà la cosa più difficile da produrre. Le motivazioni? Mi piace vederti sorridere! La gente felice mi fa sperare in un futuro migliore.

freelance

 

 

 

 

2) Descriveresti in parole semplici il tuo lavoro?

R: Se fosse semplice non servirebbe un ingegnere.

Applico capacità tecnico-gestionali in aziende di progettazione e produzione di dispositivi medici. I miei clienti si rivolgono a me per avere risposte.

Ma in realtà occorre essere bravi a trovare le domande giuste. Non esistono risposte corrette a domande sbagliate.

 

3) Perché la scelta di lavorare proprio come consulente?

R: perché mi sono reso conto che lavorando in azienda … “invecchiavo”. I problemi erano sempre gli stessi e frequentemente mancava la volontà di risolverli in modo risolutivo mantenendo la soluzione adottata. Era più importante dare una soluzione che piacesse al dirigente.

La consulenza ti sprona a mantenerti aggiornato per affrontare continuamente nuove problematiche al meglio. Poi la volontà di implementare la soluzione e mantenerla nel tempo è lasciata al cliente.

Inoltre ti consente di entrare in contatto con realtà diverse tra loro e questo ti evita di pensare che il mondo sia “tutto uguale”. La precarietà del consulente? Non esiste. Esiste invece la fragilità del lavoro, sia come dipendente sia come consulente. Meglio imparare a misurare il proprio passo con chi ha le gambe lunghe se non si vuol rimanere indietro.

 

4) In quali attività connesse all’ambito biomedicale sei impegnato?

R: Attualmente sono impegnato in attività di supporto alla progettazione, ristrutturazione di sistemi gestionali in aziende del settore medicale, valutazione di prodotto. Sono tutte attività multidisciplinari che devono essere sviluppate in gruppo; quindi devo anche lavorare alla creazione di gruppi di cui le aziende sentono la necessità ma stentano a formare in modo ufficiale.

Per il supporto alla progettazione mi occupo prevalentemente di definizione dell’architettura di sistemi medicali, analisi e gestione del rischio, progettazione del processo di validazione clinica.

Nella ristrutturazione di sistemi gestionali affronto problemi di identificazione e definizione dei processi allo scopo di renderli funzionali e conformi ai requisiti di legge e di norma. Questi aspetti sono molto critici per l’industria dei dispositivi medici e, se sottovalutati, possono portare alla realizzazione di prodotti invendibili. Ovviamente porto il valore aggiunto di oltre vent’anni nel settore passati ad analizzare e risolvere problemi in varie realtà.

 

5) Quali sono le principali carenze del sistema sanitario italiano secondo te?

R: Troppa energia potenziale… che resta solo potenziale. Spesso non si vuole riconosce la professionalità delle persone.

A fronte di molte persone valide ce ne sono poche nei punti di comando e quelle poche non hanno il potere di cambiare le cose. Si spendono soldi in tecnologie inutili, poi ci si lamenta perché invecchiano. In realtà una vecchia tecnologia inutile non deve essere sostituita perché non avrebbe nemmeno dovuta essere acquistata.

La tecnologia in medicina deve essere gestita da chi conosce a fondo non solo la tecnologia ma anche i processi aziendali necessari a progettarla, produrla, mantenerla.

La terapia e la diagnosi invece devono essere gestite da chi conosce la medicina.

C’è troppa confusione di ruoli.

 

6) Come sogni il tuo SSN ?

R: Come un sistema efficiente che consenta alle persone di essere mantenute in salute senza doversi preoccupare troppo. Vorrei poter liberamente circolare in tutta Europa senza dovermi preoccupare per la cura della salute. Troppo spesso la salute viene affrontata come un commercio.

Competenza ed esperienza delle persone devono essere alimentate e incoraggiate per guadagnare la fiducia e l’efficienza del sistema.

 

 

7) Cosa ti senti di consigliare ai ragazzi per dar loro un valore aggiunto in termini di etica, serietà e competenza?

R: Dovete credere di poter cambiare quello che trovate ingiusto.

I rapporti tra le persone non possono essere regolati soltanto dalle reciproche convenienze nella reciproca tolleranza.

Dovete democraticamente lottare per partecipare attivamente al cambiamento se non volete essere governati da persone che ritenete inadatte.

Se non avete voglia di crescere voi non potete pretendere che la abbiano altri al vostro posto. Non è mai stato facile, chi è meno bravo di voi cercherà sempre di fermarvi. Ignoratelo e passate oltre.

Un appello agli ingegneri biomedici e clinici: se volete cambiare le cose, dovete farlo dall’interno del sistema. Iscrivetevi all’ordine e pretendete che diventi utile per voi e per i cittadini; c’è ancora ampio margine di miglioramento.

 

8) Il gruppo delle WWE lo trovi interessante perché? E se si, avresti dei suggerimenti oppure delle iniziative da proporre?

R: Per la grinta dimostrata dalle fondatrici! Sono un modello di riferimento nei momenti di sbandamento.

Suggerimenti? Oggi ti ascoltano solo se sei una persona conosciuta non se sei una persona competente. Non fate l’errore di puntare solo alla competenza, dovete puntare anche alla notorietà. Tirate fuori gli ingegneri dal cassetto dove vivono e portateli in giro per il mondo.

 

9) Potresti mandarmi una foto di te al lavoro per integrarla nell’articolo ed una foto che rappresenti il tuo concetto di ingegneria “sanitaria” ?

Riesci a mettere insieme in ingegnere, un medico, un operaio, un impiegato, un imprenditore, un amministratore e un infermiere? Questo è il mio concetto di ingegneria della salute. Collaborazione interdisciplinare.

 

 

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Qui siamo io e Luca un mese fa a Milano! Mi rende felice averlo conosciuto, aver carpito da lui consigli ed insegnamenti ma sarà lui a dirvi se… Farà parte o no delle WWE ! 🙂

 

 

A breve, news dedicate a voi !

Un abbraccio!

Manuela

Scrivetemi a info@wewomengineers.com

 

 

 

 

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Manuela Appendino

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Sono Manuela Appendino, un ingegnere biomedico, moglie, mamma! L’idea di avere uno spazio tutto mio sull’ingegneria biomedica mi elettrizza perchè mi piacerebbe non solo divulgare notizie particolari ed interessanti sul mondo biomedicale ma aprire una finestra di ascolto sul mondo che vivo quotidianamente!
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